Ormai, alla luce di questa parola di Gesù, l’amore è la misura della fede, e la fede è l’anima dell’amore. Non possiamo più separare la vita religiosa, la vita di pietà dal servizio ai fratelli, a quei fratelli concreti che incontriamo.
Non possiamo più dividere la preghiera, l’incontro con Dio nei sacramenti, dall’ascolto dell’altro, dalla prossimità alla sua vita, specialmente alle sue ferite. Ricordatevi questo: l’amore è la misura della fede. Quanto ami, tu? E ognuno si dà la risposta. Com’è la tua fede? La mia fede è come io amo.
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E la fede è l’anima dell’amore. In mezzo alla fitta selva di precetti e prescrizioni—ai legalismi di ieri e di oggi—Gesù opera uno squarcio che permette di scorgere due volti: il volto del Padre e quello del fratello. Non ci consegna due formule o due precetti: non sono precetti e formule; ci consegna due volti, anzi un solo volto, quello di Dio che si riflette in tanti volti, perché nel volto di ogni fratello, specialmente il più piccolo, fragile, indifeso e bisognoso, è presente l’immagine stessa di Dio.
E dovremmo domandarci, quando incontriamo uno di questi fratelli, se siamo in grado di riconoscere in lui il volto di Dio: siamo capaci di questo? (Papa Francesco, angelus del 26 ottobre 2014)
Per Riflettere
La Legge e i Profeti non sono in contrasto con il comandamento dell’Amore così come lo ha formulato Gesù ma “dipendono” da esso. Le parole di Gesù sono gli occhiali con cui leggere l’Antico Testamento, solo attraverso di Lui siamo messi in grado di capire davvero gli insegnamenti di Dio. Gesù è Parola parlata da Dio. È difficile per noi tenere tutto insieme, eppure la Torah, i salmi, i Profeti, i racconti dell’esperienza fatta con Gesù negli anni della sua predicazione, i racconti e le lettere che ci parlano delle prime comunità cristiane tutto fa parte di un unico infinito tentativo del Creatore di comunicare con le creature.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
