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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 17 agosto 2026

Il tema del possesso dei beni ci mette sempre in difficoltà. È una difficoltà fortemente legata alla fiducia che riponiamo davvero nel Signore. Di fatto preferiamo prendere le Sue parole come consigli, da mettere in atto di tanto in tanto, più che farne una regola di vita. Preferiamo essere fedeli, piuttosto che discepoli.

Ma Gesù comprende anche questa nostra debolezza: non ci minaccia, non ci costringe, non emette condanne inappellabili: la pena è la tristezza del giovane che esce sconfitto dal confronto tra ciò che è e la persona che desidererebbe essere.

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Il tesoro nel cielo è troppo distante, troppo aleatorio per farci davvero affidamento: tutto intorno a noi ci richiama alla concretezza, alla paura del domani, ad una vita in cui la sicurezza viene prima della gioia, della libertà.

Per Riflettere

Riesco a liberarmi, almeno un poco, delle mie paure, prima ancora che dei beni materiali? Perché Gesù non può accontentarsi del giovane che segue sinceramente la Legge divina? L’amore è superiore alla Legge?

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FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi