Salgono sul monte, su un alto monte. In realtà è una collina ma l’amore rende tutto immenso.
Sono presi in disparte, siamo presi in disparte, perché il Signore vuole condividere con noi la gloria di cui è intrisa la vita.
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L’amore ama di poter amare, di condividere la sua gioia. E lì, sul monte, Gesù viene trasfigurato. Svela la sua profonda natura, la sua vera identità.
È lo sguardo dei discepoli che cambia. Perché la bellezza, come l’innamoramento, come la fede, sta nel nostro modo di vedere.
- Quando sono innamorato trovo il mio amato il più bello fra tutti.
- Quando amo una disciplina sportiva sono disposto a sudare e a faticare per praticarla.
- Quando riesco a orientare la mia mente verso le mie emozioni, colgo la bellezza abbagliante di un paesaggio.
Molte cose concorrono nella bellezza. Una fra queste, certamente, è lo sguardo interiore capace di cogliere la verità, l’armonia, la pienezza in un oggetto, in un paesaggio, in una persona.
Fino a quando il nostro sguardo interiore non si arrende alla sua bellezza, non ne saremo mai definitivamente segnati. Mosè e Elia conversano con Gesù: la Legge e i Profeti si inchinano al rivelatore del Padre.
Pietro viene travolto: la bellezza gli ha colmato il cuore. Di quanta bellezza abbiamo bisogno per affrontare la parte faticosa del deserto! Quanto dobbiamo fare memoria per trovare il coraggio di partire in viaggio verso l’ignoto!
Il Dio bellissimo, misterioso e presente, rispettoso dei nostri tempi, seducente e libero, ci spinge a partire, a salire, a crescere. Ad abbandonare la pianura della mediocrità, dove lo smog delle parole e dei pensieri violenti ci appesta e ammorba l’aria.
E a salire, staccarci, andare. Perciò sono discepolo: è la cosa più bella che sia accaduta nella mia vita.
Sul Tabor scopriamo di essere amati nel Figlio. Gesù è l’amato. E solo l’amore cambia, converte, mette le ali.
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I discepoli precipitano in terra, tanto potente è la gloria e la bellezza. Cedono, si arrendono. In Cristo glorioso scoprono anch’essi di essere amati.
+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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