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Carlo Miglietta – Commento alle letture di domenica 2 agosto 2026

Il cibo indispensabile per vivere

Letture: Is 55,1-3; Rm 8,35.37-39; Mt 14,13-21

Gesù è costantemente attento ai bisogni materiali di chi incontra. Lo rivela anche la sua sollecitudine nel moltiplicare pane e pesci per le folle affamate, miracolo che ci è riportato da tutti e quattro gli Evangelisti, ma che Matteo e Marco ci raccontano ben due volte (Mt 14,13-21; 15,32-39; Mc 6,30-44; 8,1-16; Lc 9,10-17; Gv 6,1-13).

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In tale occasione Gesù esorta i discepoli: “Date loro voi stessi da mangiare” (Mt 11,16; Mc 6,37; Lc 9,13): tutti dobbiamo farci carico delle sofferenze dei bisognosi, è compito di tutti sfamare gli affamati di questo mondo. “E’ dovere cristiano, quindi, segnalare la disumanità delle leggi economiche che ancor oggi impediscono a gran parte dell’umanità di potersi sfamare, dissetare, curare adeguatamente” (A. Agnelli). Inoltre Gesù insegna che è la compartecipazione che fa il miracolo di risolvere il problema di tutti: i pochi pani e pesci a lui offerti sono trasformati dalla potenza della sua Parola in appagamento dell’esigenza alimentare delle folle. Le “dodici ceste” (Mt 14,20; Mc 6,43; Lc 9,17; Gv 6,13) o, a seconda delle versioni, le “sette ceste” (Mt 15,37) di pane avanzate, sono segno della prodigiosa sovrabbondanza che può derivare dalla condivisione.

Gesù insegna sempre che “i bisogni materiali vanno soddisfatti… Vanno annullate tutte le leggi umane, religiose ed economico-sociali che impediscono l’accesso ai beni della terra” (A. Agnelli). Quale ammonimento per la nostra economia che ha al centro il capitale e non certo la persona!

Ma, come ricorda Gesù, “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (Mt 4,4; cfr Dt 8,3). Nell’Antico Testamento, spesso la Parola di Dio è paragonata al cibo, così come nella prima lettura odierna (Is 55,1-3; cfr Pr 8,22-24; 9,1-6; Sir 24,1.17-21). In Giovanni al miracolo della moltiplicazione del pane al capitolo 6 fa seguito il grande discorso esplicativo sull’Eucarestia, testo in cui gli esegeti faticano a comprendere ciò che Gesù riferisce alla sua Parola e ciò che riferisce al suo Corpo.

Il racconto della moltiplicazione dei pani ha in sé chiari riferimenti eucaristici: come nell’ultima cena, Gesù “pronunciò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli” (Mt 14,19; cfr Mt 26,26). Già le pitture delle catacombe ricorrono al miracolo della moltiplicazione dei pani per rappresentare l’Eucarestia, cibo per la vita: “La mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda” (Gv 6,35.48.51.55). Gesù è il Pane che non perisce (Gv 6,27): a questo mondo che cerca mille pani, l’Evangelo ribadisce che c’è “un pane solo” (Mc 8,14), “quello vero…, colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo” (Gv 6,32-33).

Gesù, il Pane, è il grande “segno” (Gv 6,30) dato dal Padre: ai giudei che, come spesso facciamo noi, polemicamente chiedono prodigi per credere (Gv 6,30; cfr 1 Cor 1,22), viene offerto il miracolo di un Dio che si dona totalmente, che si fa spezzare, che si fa mangiare, che diventa “pane della vita”. Cristo sazia i nostri bisogni più profondi, riempie le nostre attese, scioglie le nostre paure, vince i nostri limiti creaturali. Ogni nostra Eucarestia deve essere veramente adesione totale a Cristo, per “non avere più fame e non avere più sete” in eterno (Gv 6,35), per essere saziati dal suo amore immenso da cui niente, ci dice la seconda lettura (Rm 8,35.37-39), potrà mai separarci.

Inoltre, mentre quando mangiamo i normali alimenti sono essi che si metabolizzano nel nostro organismo, diventando nostra carne e nostro sangue, nell’assumere il corpo e il sangue di Cristo siamo noi che veniamo “assimilati” in lui. Mangiando del pane e bevendo del vino eucaristico ci si “cristifica”, ci si trasforma nel Signore (Gv 6,53-54.56-57). “L’Eucarestia trasforma i fedeli in se stessa” (Massimo il Confessore): nutrendoci di Cristo diventiamo lui!e vuole “che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità” (1 Tm 2,4).

Il commento alle letture della domenica a cura di Carlo Miglietta, biblista; il suo sito è “Buona Bibbia a tutti“.