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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 15 luglio 2026

Non è un gran periodo, per Gesù. Giovanni Battista è stato arrestato, il consenso popolare si sta affievolendo, coloro che Gesù si aspettava accogliessero con entusiasmo l’annuncio, invece, sono ostili e diffidenti nei suoi confronti.

Le cose vanno decisamente male, la missione sta prendendo una brutta piega. Il fallimento si delinea all’orizzonte. Come accade anche ai discepoli, di tanto in tanto.

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Gesù, diversamente da noi, davanti alla più evidente delle realtà, non si lamenta. Loda. Loda il Padre perché il rifiuto da parte dei devoti, dei teologi, dei pretoriani della fede, ha fatto in modo che ad avvicinarsi siano gli ultimi, i semplici, gli arresi alla vita.

È un ribaltamento di logica, quello che compie Dio: la sua alleanza, la sua amicizia, la sua disponibilità sono offerte a tutti. Ma poiché pochi lo accolgono, molti pongono obiezioni, si dilettano a complicare le cose, sono gli inattesi ad avvicinarsi.

Gli ultimi, gli esclusi, i perdenti. E Gesù gioisce e applaude. Si stupisce di Dio. Vorrei tanto imparare dal mio Signore la capacità di vedere nella sconfitta un’opportunità!

E credere, credere, credere, come solo lui sa fare, che Dio, attraverso le nostre vicende contorte e contraddittorie, riesce sempre a tracciare sentieri di salvezza. Non per merito, non per conquista, ma per libera, stupefacente, inattesa scelta di Dio.

Dio ama e ama davvero. Ama tutti, chiama tutti. Noi, nella libertà, possiamo scegliere di complicarci la vita, di arrampicarci in contorti ragionamenti che attingono ai pregiudizi e alla diffidenza. O arrenderci all’evidenza.

Perché Dio è così: stupisce. Non è mai come ce lo aspettiamo. Ci ama a prescindere, così come siamo, con i nostri limiti, le nostre paure, le nostre incongruenze. Ci ama a prescindere, perciò possiamo cambiare.

Impariamo da lui a stupirci dell’azione di Dio in questa giornata, della sua logica che supera le nostre elucubrazioni, i nostri propositi, i nostri (utili) progetto pastorali. Dio spiazza sempre.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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