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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 14 luglio 2026

Il rischio c’è, siamo onesti. E colpisce soprattutto noialtri discepoli di lungo corso, esperti di parrocchia, operatori pastorali, preti, suore.

Noi cresciuti a pane e Vangelo o travolti da un’impetuosa conversione che ci ha marchiato l’anima.

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Il rischio di sederci sulle nostre conquiste, di crederci arrivati, di pensare che, in tutta (santa umiltà), non siamo poi così male o che, al massimo, non siamo come quelli molto peggio di noi che non credono.

Piccoli atteggiamenti, commenti interiori, giudizi apparentemente innocui, in cui il messaggio è chiaro: c’è ancora tanto da fare ma tutto sommato un bel pezzo di strada l’ho fatto. Così, in fondo, pensavano molti fra quelli che ascoltavano Gesù.

Cosa viene a predicare? Noi siamo figli di Abramo! Seguiamo la Torah! Abbiamo alle spalle un lungo e impegnativo viaggio!

Così accade nelle città di Corazin, Betsaida e, strano a dirsi, nella Cafarnao che lo ha visto muovere i primi passi della predicazione. Città tiepide che non hanno accolto la Parola come, invece, hanno fatto le città fuori dai confini di Israele come Tiro e Sidone.

Ed è proprio Matteo, evangelista giudeo, a rimarcare questa frattura: spesso i meno sensibili sono proprio coloro che hanno ricevuto di più. Succede anche a noi spesso, di abituarci al Vangelo.

Mentre accade che risuoni nei cuori di chi pensiamo essersi allontanato dalla retta via o dalla Chiesa.

Insomma: nulla è più difficile del parlare di Gesù Cristo ai cristiani: sanno già tutto!

Vigiliamo su noi stessi per non cadere nello stesso errore, per non svilire il Vangelo con le nostre sante abitudini, rimanendo sempre tesi al meglio, al bene, al vero. Senza fare confronti, senza sentirci migliori, senza cedere al narcisismo spirituale.

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Siamo tutti in cammino, in divenire, e lo Spirito suscita scintille di santità anche in coloro che non immaginiamo.

Cogliamo la predicazione continua del Signore, non pensiamo di essere arrivati, meditiamo la Parola che ci scuote, ci illumina, ci converte ogni giorno.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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