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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 10 luglio 2026

Basta poco per sentirsi sotto pressione. Una parola detta male, una discussione in famiglia, qualcuno che ci provoca, un ambiente pesante, persone aggressive o scorrette. A volte vorremmo reagire con durezza. Altre volte invece ci chiudiamo e lasciamo che tutto ci schiacci.

Gesù non ci illude dicendo che il mondo sarà sempre facile. Dice: “Vi mando come pecore in mezzo ai lupi”. Cioè: ci saranno momenti in cui ti sentirai fragile, fra persone che non capiscono il tuo cuore, la tua bontà o la tua fede. E noi sappiamo quanta violenza, egoismo, arrivismo, competizione, inganno c’è nel mondo.

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Ma subito aggiunge una cosa importante: “Siate prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”.
La prudenza ci insegna a non entrare in tutte le discussioni, a non reagire d’istinto, a capire quando parlare e quando tacere. Non tutto va combattuto. A volte la scelta più intelligente è non alimentare il male.

La semplicità della colomba invece ci ricorda di non diventare cattivi per difenderci dai cattivi. Perché il rischio è proprio questo: di iniziare bene e di finire con il cuore pieno di rabbia, sospetto e durezza.

Gesù ci invita a un equilibrio difficile ma bellissimo: avere occhi aperti senza perdere la bontà. Essere forti senza diventare aggressivi. Essere buoni senza essere ingenui.

Forse oggi il Signore non ci chiede di vincere tutte le tensioni della nostra vita. Ci chiede però di attraversarle senza perdere la pace del cuore. E questa è già una grande vittoria.

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