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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 7 luglio 2026

Vangelo del giorno di Mt 9,32-38

La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai!
Dal Vangelo secondo Matteo.

In quel tempo, presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».
Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe!».

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Parola del Signore.

L’emorroissa è guarita, la fanciulla torna in vita, l’indemoniato muto parla, la folla è colma di stupore e ripete: non abbiamo mai visto nulla di simile!

Forse è quello che manca alla nostra Chiesa occidentale, alle nostre comunità un po’ infiacchite e spente: lo stupore. Ma non lo stupore di vedere miracoli clamorosi, che rischiano di essere ambigui e di suscitare in noi il desiderio di stabilire le regole per una vita felice.

I tanti prodigi, piuttosto, che quotidianamente il Signore opera e che anche oggi possiamo vedere:

  • Persone che amano,
  • che perdonano,
  • che incoraggiano,
  • che servono,
  • che sorridono,
  • che combattono,
  • che sopportano.

E molti, fra loro, lo fanno in nome e per conto e con la forza di Colui che tutto trasfigura e illumina. È nello sguardo lo stupore, è nelle scelte che possiamo fare che rendiamo testimonianza al Signore della vita.

Ma, certo, possiamo anche fare come i devoti del tempo, i farisei, che pur di non ammettere che Gesù guarisce perché profeta, si arrampicano sugli specchi invocando improbabili (e improponibili) chiavi di lettura. No, Gesù non caccia i demoni per opera dei demoni – che senso avrebbe? – ma perché è giunto in mezzo a noi il Regno di Dio.

Un Dio che, in Gesù, prova compassione per la folla, per l’umano, per la fatica che facciamo a trovare una strada, spesso persi, spesso scoraggiati e sulle difensive, spesso arroganti e superficiali. Non prova rabbia (potrebbe) ma compassione.

E chiede collaboratori, discepoli e discepole che desiderano far parte di questa nuova umanità, peccatori perdonati, guaritori feriti, non pastori ma pecore che sanno dove si trova il pastore. Sono pochi gli operai o, altra traduzione, fanno poco gli operai.

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Vero: da tempo è tempo di uscire da una visione stantia della fede, arroccata, intimorita. Dobbiamo solo vivere il Vangelo, proclamarlo con la vita, non dobbiamo fare molto altro. Non salvare il mondo ma vivere da salvati, manifestando lo stupore che ancora e ancora nasce dal nostro cuore.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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