“Ti rendo lode, Padre”. È lo stile del dialogo tra il Padre e il Figlio: una relazione fatta di fiducia, intimità, ascolto e gratitudine. Una relazione in cui c’è spazio per l’altro.
Quando tutto lo spazio è occupato dall’Io, dall’autosufficienza o dalla pretesa di bastare a sé stessi, non c’è spazio per l’accoglienza. I tesori del Regno vengono invece affidati a chi sa farsi piccolo, a chi rimane aperto, disponibile, capace di stupirsi.
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Gesù invita tutti coloro che sono stanchi a trovare in lui riposo. Parla alla gente che vive sotto il peso delle imposizioni e delle osservanze della legge, alla persone che vivono umiliate e sfruttate. Gesù, il vero maestro, sa per esperienza ciò che succede nel cuore delle persone, la loro sofferenza.
Il suo sguardo compassionevole ci riempie di saggezza, coraggio e impegno per affrontare le difficoltà che incontriamo nella nostra esistenza. “Prendete il mio giogo sopra di voi”: il giogo, normalmente simbolo di fatica, diventa qui immagine di una relazione che sostiene. Il peso portato insieme a lui diventa più lieve e fronteggiabile.
Per Riflettere
Quali pesi sto portando da solo, senza chiedere aiuto? Quando incontro persone stanche o ferite, come mi pongo nei loro confronti?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
