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Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 25 giugno 2026

Gesù oggi smaschera una delle tentazioni più sottili della vita spirituale: sostituire la relazione con Dio con le opere fatte per Dio.

Possiamo pregare, evangelizzare, fare volontariato, partecipare a gruppi e attività religiose, perfino compiere grandi opere di carità. Possiamo apparire credenti esemplari agli occhi degli altri. Eppure Gesù ci mette in guardia: non basta dire “Signore, Signore”.

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La domanda decisiva non è: quante cose hai fatto per me? Ma: hai lasciato che la mia Parola trasformasse il tuo cuore?

Molta religiosità rischia di essere soltanto fumo: gesti, devozioni, tradizioni e attività che non toccano veramente la vita. Si può parlare di Dio senza ascoltarlo. Si può servire Dio senza conoscerlo. Si può perfino lavorare per il Regno senza appartenere realmente al Re.

La casa costruita sulla roccia non è quella dell’uomo che sa molte cose su Dio, ma quella di chi ascolta la Parola e la mette in pratica. La roccia non sono le emozioni religiose, non sono i miracoli, non è il consenso della gente. La roccia è l’obbedienza concreta al Vangelo.

Quando arrivano le tempeste — malattie, delusioni, tradimenti, fallimenti, solitudine — crolla tutto ciò che è costruito sull’apparenza. Resiste solo ciò che è fondato sulla Parola.

Forse oggi Gesù ci chiede meno attività e più ascolto. Meno protagonismo e più conversione. Meno parole su Dio e più vita secondo Dio.

Perché alla fine non saremo giudicati da quanto siamo apparsi religiosi, ma da quanto il Vangelo è diventato carne nella nostra esistenza.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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