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p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di giovedì 25 giugno 2026

VOLONTÀ DEL PADRE É CHE NESSUN UOMO SIA SOLO

La gente ascoltava Gesù
e capiva. Capiva che
per entrare nel suo sogno
(il regno dei cieli è il mondo come lui lo sogna)
non servivano lunghe preghiere, né i riti
e le formule esatte
dei dottori della Legge
Signore, Signore…»).

Che bastava percorrere
una strada più libera
e più viva:
la volontà del Padre.

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La gente ascoltava
il giovane Rabbi e capiva
che la volontà del Padre
non era come gliel’avevano sempre descritta.

Aleggiava tristezza
quando i farisei evocavano
la volontà di Dio.
Era la giustificazione
di tutte le tragedie,
di malattie e dolori,
di torri rovinate addosso
ai costruttori,
di sangue versato
dai romani
nelle mille rivolte di Giudea.

Nasceva pace e fiducia
quando la presentava Gesù:

volontà del Padre è che
nessun uomo sia solo
,
che fiorisca a immagine
di Dio,
che abbia compagni
d’amicizia e di festa
,
che sia creativo e
ostinato nell’amore.

Non una spada minacciosa, ma
l’annuncio che
gli occhi dei suoi figli,
Dio li vuole pieni
di dolce speranza
.

«In quel giorno» ci sarà folla davanti alle porte chiuse.

Quanta gente straordinaria
è lasciata fuori
:
profeti con parole di luce,
gente che cacciava demoni,
grandi taumaturghi!
Ma è questo ciò che
il Vangelo chiede?

È dalle cose eccezionali
che riconosceranno
i suoi discepoli? No.

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Ma «se avrete amore
gli uni per gli altri
».

Nel nostro servizio
non contano i risultati, ma quanto amore metti in ciò che fai (Madre Teresa di Calcutta).

Sulla soglia dell’eterno,
l’amore cerca in te
qualcosa in cui specchiarsi
,
l’unica cosa che valga
a dire Dio.

Nella parabola
delle due case
,
la differenza tra
quella che rimane salda
e quella che va in rovina
è tutta in un verbo solo:

mettere in pratica
o non mettere in pratica
le parole ascoltate.

Non nelle appartenenze
o in belle liturgie,
non in profezie o prodigi,
la differenza sta
nel «fare»
le sue parole,
nel ricrearle in me
.
È la crisi del «dire».

La gente ascoltava Gesù
e capiva che c’è
un combaciare profondo
tra l’uomo
e la volontà di Dio
,
più profondo delle parole,
più delle confessioni di fede,
ed è in chiunque
ha creduto all’amore”
(1 Gv
), e non conta
se dentro e fuori
le sinagoghe e le chiese.

Ascolta e tieni salda
la sua parola
,
anche se non la capisci,
lascia che entri
nella tua memoria
come seme nel terreno
:
darà come frutto
il combaciare con Dio,
una esistenza nella consistenza.

Per gentile concessione di p. Ermes, fonte.

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