Il messaggio di Cristo è un colpo alla logica del mondo
Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.
Il commento del Card. Comastri analizza il profondo contrasto tra il messaggio cristiano e la logica mondana, spiegando come la fede provochi spesso ostilità perché sfida l’egoismo e l’orgoglio umano.
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Attraverso le parole del Cardinale Comastri, viene evidenziato che il XX secolo è stato il periodo con il maggior numero di martiri, superando per ferocia persino le persecuzioni dell’antichità. Questa violenza scaturisce dal fatto che Cristo rappresenta la verità e l’umiltà, valori che entrano in conflitto diretto con la corruzione e la ricerca del potere tipiche del mondo.
Citando figure eroiche come Massimiliano Kolbe, l’autore sottolinea che il sacrificio dei credenti è alimentato dalla certezza che l’amore vincerà definitivamente sull’odio. Infine, viene rivolto un monito ai fedeli affinché rimangano coerenti col Vangelo, evitando che la persecuzione derivi dalla loro stessa infedeltà spirituale. In sintesi, la sorgente descrive il martirio non come una sconfitta, ma come una testimonianza luminosa della vittoria di Dio sull’oscurità.
Trascrizione del video
Sia lodato Gesù Cristo. 12ª domenica: il messaggio di Gesù è un colpo alla logica del mondo.
Nella bolla di indizione del Giubileo del 2000, San Giovanni Paolo II osservò: “2000 anni di cristianesimo sono contrassegnati dalla continua testimonianza dei martiri”. Ed è vero: non c’è stata epoca senza martiri. Papa Wojtyła volle anche una commissione per i nuovi martiri che aveva il compito di recuperare la memoria dei martiri del XX secolo. Sono venuti fuori dati impressionanti: il XX secolo è stato il secolo del più grande martirio dei cristiani. Circa 40 milioni di cristiani hanno dato la vita per testimoniare la loro fede in Gesù. I persecutori del XX secolo hanno superato in ferocia Nerone, Domiziano e lo stesso Diocleziano; e la persecuzione continua. Allora prepotente affiora una domanda: perché tanta persecuzione nei confronti dei cristiani? Perché tanto odio verso la religione che condanna l’odio? Perché tanta violenza proprio contro coloro che hanno come legge di vita il comandamento dell’amore?
Gesù, con estrema chiarezza, ci ha annunciato le persecuzioni. Egli ha detto: “Io vi mando come agnelli in mezzo ai lupi”. E ha detto così perché aveva la certezza che gli agnelli vinceranno i lupi; e questa è una garanzia che solo Dio può dare. Gesù ha anche affermato: “Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi”. Perché? Perché Gesù è stato odiato e perché ancora oggi tanta persecuzione si accanisce contro di lui? Gesù, nell’Ultima Cena con gli apostoli, esclamò: “Mi hanno odiato senza ragione”. È vero, ma una qualche spiegazione ci deve essere per questo odio. Cerchiamo di alzare, per quanto ci è possibile, il velo che nasconde il mistero dell’iniquità, il mistero della cattiveria. Proviamo a riflettere: Gesù è la verità, è la trasparenza in persona, è il rifiuto di ogni ambiguità, di ogni doppiezza e di ogni menzogna. Ma il mondo, soprattutto quello di oggi, è pieno di ambiguità, è pieno di menzogna, e allora si accanisce contro Cristo.
“Chi ama le tenebre odia la luce”, ha detto Gesù. Non solo: Gesù è la mitezza in persona, è il rifiuto assoluto della violenza e della vendetta; ma il mondo è pieno di violenza e poggia sulla legge infernale della vendetta, per questo combatte Cristo. Ancora: Gesù è l’umiltà, al punto tale che Francesco d’Assisi, rivolgendosi a Dio, esclamò: “O Dio, tu sei umiltà”. Ma il mondo è pieno di orgoglio, è guidato dall’orgoglio, è corroso dall’orgoglio; per questo motivo odia chi parla di umiltà e si presenta nella veste dimessa dell’umiltà. È ovvio. Ancora: Gesù è la libertà dal denaro, è il contestatore deciso dell’egoismo come stile di vita, è colui che smaschera il volto seducente della ricchezza e chiama stolti coloro che vivono per accumulare, perché nessuna ricchezza ci appartiene, nessuna ricchezza di questo mondo varcherà la soglia dell’eternità. Il messaggio di Cristo è un colpo alla logica del mondo, è un attacco alla malattia del possedere, dell’accumulare; per questo il mondo odia Cristo e lo combatte.
E anche noi, nella misura in cui rassomigliamo a Gesù, siamo perseguitati. Ma Gesù ha detto: “Beati voi quando sarete perseguitati a causa del mio nome: rallegratevi ed esultate perché grande sarà la vostra ricompensa nei cieli”. Attenti bene: la conclusione del mondo e della storia ci sarà, e in quel momento soltanto Dio avrà la parola e sarà la parola definitiva. I martiri hanno lo sguardo fisso su quel momento e hanno la certezza che, fidandosi di Dio, non resteranno delusi. Quante volte ho pensato al gesto di Massimiliano Kolbe: in un afoso giorno di agosto del 1941, egli si sostituì spontaneamente a un condannato a morte. In un luogo di odio, in una situazione in cui dominava la cattiveria più spietata, fece un atto eroico di amore. Perché? Perché aveva la certezza che l’odio sarebbe stato sconfitto e che l’amore avrebbe vinto.
Però Gesù ci ha detto chiaramente che esistono anche persecuzioni che dipendono dalla nostra infedeltà al Vangelo. Ecco l’avvertimento di Gesù: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il suo sapore, con che cosa si potrà rendere salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e ad essere calpestato dagli uomini”. Dio ci liberi da queste persecuzioni, che sono soltanto conseguenza del nostro peccato e della nostra infedeltà al Vangelo. Diciamo spesso: “Signore, donami un cuore nuovo ed uno spirito nuovo. Signore, chi cerca Te a causa mia non sia confuso”. Sia lodato Gesù Cristo.,
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