fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 5 giugno 2026

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A volte anche noi facciamo come gli scribi: pensiamo di sapere già chi è Dio, come dovrebbe agire, cosa dovrebbe fare nella nostra vita. Lo immaginiamo dentro schemi già pronti, comodi, controllabili.

E invece Gesù spiazza tutti. Dice che il Cristo non è solo “figlio di Davide”, ma anche “Signore”. Cioè: non è qualcuno che possiamo ridurre alle nostre aspettative. È più grande. È oltre. È libero.
E questo ci riguarda da vicino.

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Perché anche nella nostra vita rischiamo di costruirci un Dio “a misura nostra”: un Dio che deve risolvere i problemi, che deve confermare le nostre idee, che deve seguire i nostri tempi. Ma quando Dio non entra in questi schemi, ci confondiamo, restiamo delusi, ci chiudiamo.
Gesù invece ci invita a fare un passo diverso: non a capire Dio, ma lasciarci sorprendere da Lui.

Accettare che Lui veda più lontano di noi. Che il suo modo di agire sia più profondo, anche quando non lo capiamo subito.
E allora questa parola diventa una luce:
forse Dio sta già operando nella nostra vita, ma non come ci aspettavamo.

Forse la risposta che cerchiamo è già presente, ma in una forma diversa.
Non avere paura di un Dio più grande delle tue idee.
È proprio lì che inizia qualcosa di nuovo.
È proprio lì che la vita si apre, respira, cambia.
E noi possiamo camminare con più fiducia, perché non siamo nelle mani di un Dio piccolo… ma di un Signore che ci ama più di quanto riusciamo a immaginare.

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