Sr. Palmarita Guida – Commento al Vangelo del 5 giugno 2026

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Gesù oggi pone una domanda che scuote le certezze religiose del suo tempo. Tutti aspettavano un Messia figlio di Davide, un liberatore umano, un grande re. Ma Gesù va oltre: non è soltanto un discendente di Davide. È il Signore stesso.

E forse questa domanda arriva anche a noi.

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Negli ultimi anni abbiamo insistito molto sull’idea di Gesù come amico, compagno di viaggio, fratello. Ed è vero: Gesù ci chiama amici. Ma quando riduciamo Cristo soltanto a questo, rischiamo di perdere qualcosa di essenziale.

Un amico può ascoltarti. Un amico può consolarti. Un amico può incoraggiarti.

Ma non può salvarti.

Gesù non è venuto nel mondo semplicemente per farci compagnia. È venuto per redimerci, per liberarci dal nostro atavico egocentrismo, per aprirci le porte della vita eterna. È il Signore della storia, il Figlio di Dio, il Salvatore.

Di amici possiamo averne molti. Di salvatori uno solo.

Forse una delle crisi della fede contemporanea nasce proprio qui: abbiamo addolcito il volto di Cristo fino a renderlo innocuo. Lo vogliamo vicino, ma non sopra di noi. Lo vogliamo consolatore, ma non Signore. Lo vogliamo amico, ma non Re.

Eppure la vera gioia nasce quando riconosciamo che Colui che ci ama infinitamente è anche Colui davanti al quale ogni ginocchio si piega.

Non basta avere Gesù nel cuore come un amico caro. Occorre riconoscerlo come il Signore della propria vita.

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Perché un amico può camminare accanto a te. Il Salvatore può condurti alla vita eterna.  Una vita “altra” dove l’amore la fa da padrona e dove quell’immagine che ha il sigillo di Dio da cui proveniamo, diventa realtà.

Chi è per te Gesù? Prova a non sottovalutarlo e vedrai che la tua vita avrà un senso.

A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade 

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