Nel momento in cui tutti gli apostoli si sono dispersi, tutte le donne che seguivano Gesù, invece, sono rimaste. Anche Maria è lì ai piedi della croce, così che suo figlio la possa vedere, ma non dice nulla. Quello che colpisce di questa scena è il silenzio dei personaggi: nessuno dice o fa nulla, se non Gesù che, seppur inchiodato, parla e agisce.
Può capitare di fare esperienza che nella malattia ci siano momenti in cui non possiamo fare più niente per alleviare il dolore di chi amiamo; possiamo soltanto esserci: stare accanto e nel silenzio ascoltare ed accogliere. Proprio ascoltare in silenzio, senza agire, può sembrare facile, ma non lo è. Anzi, quanto è difficile per un uomo non poter fare nulla per salvare chi ama dalla sofferenza: sarebbe più facile per lui dare la vita al posto di quella persona. Ecco perché forse tutti i discepoli fuggono: non possono più salvarlo e non riescono a rimanere ritti e silenziosi di fronte alla sua passione. Soltanto Giovanni riesce e prendere esempio da Maria, che gli dà forza, e rimane.
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Maria e Giovanni si lasciano amare, fanno spazio a Gesù senza dire una parola e dimostrano tutto il loro amore rimanendo fino alla fine. Sul Golgota non ha vinto la morte, ma l’amore. La fiducia delle donne verrà ricompensata proprio la mattina di Pasqua. Perché “forte come la morte è l’amore” (Ct 8, 6).
Per Riflettere
Facciamo spazio a Gesù. Proviamo anche noi a ricambiare il suo amore sull’esempio di Maria, rimanendo in silenzio ai piedi della croce a contemplare lo sguardo con cui Egli ci affida a sua madre e affida sua madre a noi.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
