fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 25 maggio 2026

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Quando entriamo in un ospedale, vediamo spesso persone sedute accanto a un letto: familiari, amici, qualcuno che tiene una mano, che aspetta, che resta lì. A volte non possono fare nulla per guarire, ma sono lì… e quella presenza cambia tutto.

Ma ci sono anche persone che in ospedale non hanno nessuno. Nessuno che venga a trovarle, nessuno che si sieda accanto, nessuno che le chiami per nome. Ed è forse questa la sofferenza più grande: sentirsi soli proprio nel momento del bisogno.

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Sotto la croce, nel momento più doloroso della vita di Gesù, c’è Maria. Anche lì, nel momento più duro, lei resta. E Gesù, vedendo il discepolo, dice: «Ecco tua madre». È come se in quel momento pensasse anche a tutti noi, a quando ci sentiamo soli, e ci affidasse a lei.
Maria diventa madre di ogni discepolo. Una madre che non si allontana, che non si dimentica, che non arriva solo quando tutto va bene. È presente anche nei momenti più difficili, proprio come sotto la croce.

Onorare la Madonna allora è qualcosa di semplice: possiamo parlarle, affidarci a lei, dirle quello che abbiamo nel cuore. Come si fa con una mamma. E pian piano scopriamo che davvero non siamo soli.

Allora oggi, anche se ci sentiamo un po’ smarriti o stanchi, possiamo fare una cosa molto semplice: dire nel cuore “Santa Maria, stammi vicino”.
E chi si affida a Maria sentirà sempre il conforto della sua presenza.

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