Celebriamo la Pentecoste – a cinquanta giorni da Pasqua! -, in ricordo della discesa dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli riuniti nel Cenacolo e come dies natalis della Chiesa.
In origine, nell’ambito dell’ebraismo, era una festa celebrata a cinquanta giorni dalla Pasqua, segnando l’inizio della mietitura e ricordando il dono delle “Dieci Parole” – ricevute da Mosè sul Monte Sinai e da lui promulgate al popolo.
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L’evangelista Giovanni ci ripresenta la gioia e la luce di quell’ottavo giorno, per ricordarci che la Pasqua e la Pentecoste non sono due fatti paralleli, dal momento che si tratta dello stesso mistero della morte e risurrezione di Gesù Cristo, che è opera dello Spirito.
“Ricevete lo Spirito Santo”. Il Risorto offre lo Spirito Santo, che è la Terza Persona della Santissima Trinità, come dono da accogliere.
Quest’ultimo dono custodisce tutta la forza della Vita ed il dinamismo dell’Amore. Una volta accolto, siamo capaci di vivere una relazione nuova con Dio: non come schiavi, ma da figli, al punto tale da chiamarlo “Abbà”, cioè Padre! E tra di noi possiamo vivere da “fratelli tutti”!
Un segno inequivocabile dello Spirito è la comunione, che tiene connessa la diversità della comunità cristiana, come avviene per le diverse parti del corpo. Quando la comunione si spezza, non si porta più insieme lo stesso sogno, lo stesso progetto, lo stesso obiettivo. E nascono le guerre, le invidie, le gelosie. Ce lo ricorda S. Agostino: «La molteplicità, se non ha la coesione dell’unità, è origine di divisioni e
litigi» (Discorso 272/B, 2).
Chiediamo allo Spirito Santo di portare il frutto del perdono delle nostre relazioni, animati dall’entusiasmo di compiere le opere “belle” della misericordia per riaccendere la luce nel buio del mondo.
Preghiera
Spirito Santo, guarisci le nostre divisioni!
Domande per noi…
1. Sono abituato a creare comunione o a seminare zizzania?
2. In che modo vivo la condivisione?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
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