fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 5 maggio 2026

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Ci sono momenti in cui dentro si fa silenzio… ma non è un silenzio di pace. È uno sconforto che pesa, che toglie forza anche alle cose più semplici. Ti svegli e già ti senti stanco, guardi avanti e non vedi luce.
E proprio lì arrivano le parole di Gesù: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi.”

È una pace diversa. Non è l’assenza dei problemi. Non è che tutto si sistema subito. È una presenza. È sapere che, anche se dentro di te c’è tempesta, non sei solo dentro quella tempesta.
Gesù lo dice chiaramente: viene il principe di questo mondo… il male esiste, si fa sentire, a volte sembra persino vincere. Ma poi aggiunge una cosa decisiva: “egli non ha potere su di me.”
E questo cambia tutto.

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Il male ha voce, ma non ha l’ultima parola.
Il male può ferire, ma non può possedere il cuore che si affida a Dio.
Il male ha un tempo… ma è un tempo limitato.
Quando sei nello sconforto, forse non riesci a vedere la fine. Ma c’è. Non perché sei forte, ma perché Cristo è più forte.

Allora oggi Gesù non ci chiede di risolvere tutto. Ci chiede solo questo: non lasciare che il tuo cuore si perda. Anche se è stanco, anche se è ferito… custodiscilo.

Perché dentro quel cuore, anche adesso, c’è una pace che il mondo non può dare e non può togliere.
E quella pace, piano piano, ti porterà fuori.

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