Card. Angelo Comastri – Commento al Vangelo del 24 maggio 2026

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La perenne stagione della Chiesa fino al ritorno di Gesu’

Commento al Vangelo a cura del Card. Angelo Comastri – Vicario Emerito di Sua Santità per la Città del Vaticano – Arciprete Emerito della Basilica Papale di San Pietro.

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La riflessione del Cardinale Angelo Comastri in occasione della Domenica di Pentecoste, definisce come la “perenne stagione della Chiesa” che si protrae fino al ritorno di Gesù.

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Il commento approfondisce i seguenti punti chiave:

  • Lo smarrimento iniziale degli Apostoli: Dopo l’Ascensione, i discepoli si sentivano umanamente sproporzionati e inadeguati di fronte al comando di Gesù di predicare il Vangelo in tutto il mondo, un contesto che appariva loro ostile, violento e lontano dai valori delle Beatitudini.
  • La promessa del “Consolatore”: Comastri ricorda come Gesù avesse promesso di non lasciare i suoi orfani, ma di inviare lo Spirito di verità per dare loro coraggio e guidarli alla verità intera.
  • Il modello del Cenacolo: Per rivivere l’esperienza della Pentecoste, il Cardinale invita a seguire l’esempio degli apostoli, i quali rimasero in umile e fiduciosa attesa, assidui nella preghiera e concordi, insieme a Maria.
  • L’attualità del dono: La riflessione sottolinea che lo Spirito Santo discende ancora oggi quando l’umiltà vince l’orgoglio e le tensioni, permettendo ai credenti di diventare “voce, mani e cuore di Gesù” nel mondo contemporaneo.

In sintesi, il Cardinale esorta a superare la paura e i “falsi poteri” del mondo attraverso la forza dell’amore e del perdono, lasciando che l’onda di amore dello Spirito Santo passi attraverso ogni fedele verso gli altri.

Trascrizione del video

Ecco la trascrizione del commento del Cardinale Angelo Comastri per la domenica di Pentecoste, basata sui testi forniti e integrata con la punteggiatura corretta:

«Sia lodato Gesù Cristo. È la domenica di Pentecoste. Immaginiamo lo stato d’animo degli apostoli la sera dell’Ascensione di Gesù al cielo: Gesù si era nascosto ai loro occhi consegnando un comando preciso. Aveva detto: “Andate in tutto il mondo e predicate il mio Vangelo“. Era un ordine, ed è un ordine. Ma dove potevano andare? Chi avrebbe creduto a un gruppo di uomini senza cultura, senza rilevanza sociale, senza mezzi umani a loro disposizione? Il comando però era chiaro: “Andate in tutto il mondo”. Certamente gli apostoli si sentirono sproporzionati all’impegno e, umanamente parlando, lo erano rispetto al compito che Gesù aveva loro affidato.

Forse si chiedevano: “Chi crederà alle nostre parole quando diremo che beati sono i poveri?”, ma il mondo non pensa così, il mondo ha costruito tutto sulla sete del denaro. “E chi crederà alle nostre parole quando diremo che beati sono i miti e che i miti erediteranno la terra?”, quando lo spettacolo quotidiano è pieno di violenza, anzi di prepotenza, e a prima vista nel mondo sembra che vincano proprio i prepotenti. “Come faremo”, forse dicevano gli apostoli, “a seminare il Vangelo in un mondo così ostile e così inospitale? Come faremo a convincere il mondo che i puri di cuore sono i veri beati perché avranno la fortuna di vedere Dio?”. Ma il mondo non vuole la purezza del cuore, non la cerca e non sente più nemmeno il desiderio di vedere Dio; il fango dell’immoralità è dilagante.

Era così al tempo degli apostoli e ancora di più lo è oggi. Forse gli apostoli si chiedevano dove avrebbero trovato la forza per affrontare questa avventura che sembrava destinata al fallimento del rifiuto e della persecuzione. Qualcuno probabilmente aggiunse: “Ma non ricordate che Gesù ha detto: ‘Beati sono i perseguitati per causa della giustizia perché di essi è il regno dei cieli’? Non ricordate che Gesù ha aggiunto: ‘Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia’?”. “Rallegratevi ed esultate“, ma non c’era tanto da rallegrarsi di fronte a un futuro di ostilità e incomprensione. Forse gli apostoli ricordarono anche che Gesù aveva esplicitamente detto: “Vi mando come agnelli in mezzo ai lupi; se hanno odiato me, odieranno anche voi”.

C’era da spaventarsi allora, ma anche oggi; queste parole valgono anche oggi e, umanamente parlando, non c’erano soluzioni o vie di fuga. Ma allora, che bisognava fare? Qualcuno degli apostoli, forse sollecitato da Maria che conservava nel cuore ogni parola di Gesù, avrà ricordato: “Ma Gesù ha detto anche: ‘Non vi lascerò orfani, vi manderò un altro Consolatore che resterà con voi per sempre, lo Spirito di verità che il mondo non conosce. Lui vi darà coraggio e vi guiderà alla verità intera‘”.

Bisognava attenderlo, invocarlo, dargli uno spazio nel cuore. Gli apostoli ricordarono che Gesù aveva raccomandato di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere che si adempisse la promessa del Padre: “Voi sarete battezzati in Spirito Santo fra non molti giorni”. Così ritornarono a Gerusalemme dal monte degli Ulivi ed entrarono nel Cenacolo, dove tutto parlava ancora di Gesù e profumava della sua presenza. Si misero in umile e fiduciosa attesa, perché senza lo Spirito Santo non poteva iniziare la meravigliosa avventura dell’apostolato cristiano.

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Se vogliamo rivivere l’esperienza della Pentecoste, dobbiamo ripercorrere la via degli apostoli: erano assidui e concordi nella preghiera insieme con Maria. Lo Spirito Santo discende quando l’umiltà spegne le tensioni e crea la fraternità. Lo spirito di rivalità è spirito di Satana, non di Dio. Lo Spirito Santo discende quando il cuore è diventato libero dall’orgoglio e aperto come una vela al vento dello Spirito, esattamente come il cuore di Maria.

Ora è il nostro momento, non rimandiamo la nostra decisione. Gli apostoli superarono la paura del mondo e dei suoi falsi poteri; subirono persecuzioni ma vinsero i persecutori con la forza dell’amore, del perdono e del martirio, che non è una sconfitta ma una vittoria. L’avventura continua perché la Pentecoste è la perenne stagione della Chiesa fino al ritorno di Gesù. Saremo sufficientemente umili per lasciar cadere il muro dell’orgoglio che blocca l’opera dello Spirito? Saremo pronti a essere voce, mani e cuore di Gesù nel mondo di oggi?

Preghiamo con Maria affinché ognuno di noi lasci passare verso gli altri l’onda di amore che è lo Spirito Santo. Com’è bello credere che le parole del Vangelo sono ancora vere e vivibili, rendendoci una luce in mezzo al buio di oggi. Che sia Pentecoste veramente per tutti. Sia lodato Gesù Cristo