Vangelo del giorno di Gv 13,16-20

Chi accoglie colui che manderò, accoglie me.
Dal Vangelo secondo Giovanni.
[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:
«In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato».
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Parola del Signore.
Quanti sono gli ultimi della storia? Quante milioni, miliardi di vite scompaiono nel nulla, dimenticate, apparentemente inutili, ai margini? Persone che non sono riuscite e realizzarsi, a emergere, ad amare, a trovare un ruolo, un posto nel mondo?
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A volte per nascita o cultura, più spesso perché, come bene diceva papa Francesco, questo mondo competitivo e superficiale spinge ai margini.
E allora i più sgomitano, cercano visibilità, sperano in un qualche prodigio che li metta al centro di una scena sempre e solo abitata da una élite di presunti famosi… Ne ho conosciute di persone che sono sprofondate nell’amarezza, soprattutto quando gli anni passano e la vita, crudelmente, presenta il conto.
Allora sprofondano nella depressione, nel vittimismo oppure lasciano la parte oscura divorarle e diventano aggressive, cattive. E mi chiedo: chi si occupa di loro? A chi stanno a cuore? Anzi: a chi sto a cuore?
E Gesù, tenerezza e compassione infinita, oggi ci risponde: stai a cuore a Dio, al Dio che ha creato l’Universo, che tutto plasma col suo pensiero. A lui stai a cuore, e ti rivela i segreti del Regno tenuti invece nascosti a coloro che pensano di valere, di contare, che si nutrono di santa arroganza, di apparenza, che ostentano ricchezza, che millantano conoscenza e fama, applausi e gloria.
Dio, dice Gesù, ribalta questa logica, la stravolge, abbatte i potenti dai troni e innalza gli umili. Questo siamo chiamati a sperimentare, come fa Gesù, che fa i complimenti al Padre per questa logica innovativa. Perciò siamo invitati ad andare a lui, a Gesù che ci porta a Dio, che ci conduce alla verità tutta intera.
Impariamo da lui, mite e umile di cuore, ad amare, a fiorire, a leggere la storia in un’altra prospettiva, a sollevare lo sguardo. Sì, certo, è una sfida, una scommessa, un azzardo. Credere che tutto ha un senso nascosto, fra le pieghe, oltre l’apparenza, e che prenderne consapevolezza dona ristoro, speranza, fiducia alla nostra vita, alla nostra giornata.
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+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++
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