Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 29 aprile 2026

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Questa pagina del Vangelo di Matteo può apparire enigmatica se non inquadrata tenendo conto della comunità giudaica a cui Matteo si rivolge e se letta senza riferimento a quello che la precede. Quali cose il Padre avrebbe nascosto ai dotti e rivelate ai piccoli? E chi sono i dotti e i sapienti, e chi i piccoli?

Poco prima Gesù aveva parlato di Giovanni il Battista. Di lui gli eruditi e i dotti, probabilmente anche gli stessi sacerdoti, avevano detto che era un indemoniato. Da lui, al contrario, erano accorse le folle, soprattutto persone umili; gli ultimi della società. Questi sono i piccoli! E di lui Gesù dirà: egli (Giovanni) è colui del quale sta scritto “Dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te preparerà la tua via”.

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Giovanni è l’annunciatore del Messia, è l’annunciatore di Gesù. Questa è la cosa che il Padre ha rivelato ai piccoli: ha rivelato chi è Giovanni il Battista e ha rivelato chi è Gesù. Gesù è il Messia atteso dai Giudei ma che i Giudei non riconoscono! E soltanto attraverso Gesù potremo riconoscere e arrivare al Padre. Non sarà la legge di Mosè con gli oltre seicento precetti a salvarci. Ci salverà la legge di Gesù.

Non saranno l’osservanza di regole comportamentali e rituali a salvarci; regole che rendono la vita pesante. Ci salverà, invece, una semplice regola dettata da Gesù: amatevi come io vi ho amato. E amarsi presuppone un cammino da fare insieme, presuppone la condivisione di gioie e dolori.

E la condivisione aumenta la gioia e allevia il dolore. Proprio come il giogo: uno strumento di legno che si mette sul collo di un paio di buoi (non su uno soltanto ma su un paio) perché in tal modo si ripartisce e si riduce la fatica di tirare il carro. È questa la legge e l’invito di Gesù: fare in modo che la sua legge leggera (amarsi come Lui ci ha amato) sia per noi un giogo, ovvero un agire comunitario, un vivere insieme tale per cui quel giogo diventi anche dolce oltre che più leggero.

Per Riflettere

Siamo soliti dirci cristiani; cristiani osservanti. Ma osservanti di cosa? Osservanti di riti? Osservanti di precetti? E quanto, invece, fuori di chiesa, fuori dal circolo dei nostri gruppi o movimenti, siamo credibili testimoni dell’amore di Cristo, disposti ad amare e perdonare, rinunciando a criticare, giudicare e condannare?

https://preghieracristiana.it/preghiera-del-giorno/preghiera-del-giorno-29-aprile-2026-cuore-mite-riposo-dellanima/Leggi la preghiera del giorno

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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