don Fabio Rosini – Commento al Vangelo di domenica 26 aprile 2026

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Il Buon Pastore: La Voce della Libertà e della Vita

Il commento di don Fabio approfondisce la figura di Cristo come Buon Pastore, sottolineando che la vera vita spirituale nasce da una relazione personale e libera piuttosto che da forzature o imposizioni esterne spiegando che il Pastore non manipola le coscienze, ma chiama ciascuno per nome, guidando i fedeli verso una trasformazione interiore che nasce da un cuore toccato dalla verità.

Attraverso l’immagine della porta, viene illustrata la necessità di compiere un passaggio decisivo: abbandonare il peccato e le dinamiche autodistruttive per abbracciare un’esistenza piena. Questo cammino di salvezza non è un sacrificio punitivo, bensì un atto di libertà autentica che permette di uscire dall’oppressione degli idoli per entrare in una vita abbondante. In definitiva, il messaggio centrale invita a riconoscere la voce di Cristo per superare le proprie paure e riscoprire la propria bellezza originale.

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Il commento di don Fabio al Vangelo della quarta domenica di Pasqua (Gv 10) si sviluppa attorno alla figura del Buon Pastore e delinea una relazione con Cristo basata sulla libertà e sulla vita piena. Ecco i punti principali:

La vita in abbondanza contro gli idoli: Il commento mette in guardia dai “ladri e briganti” (gli idoli) che rubano, uccidono e distruggono la bellezza dell’uomo. Al contrario, seguire Cristo non è un sacrificio punitivo, ma la via per smettere di autodistruggersi e ricevere una vita piena, solida e autentica.

Entrare per la “Porta” e il rispetto del ritmo interiore: Don Fabio sottolinea che il pastore entra per la porta, il che significa che Cristo agisce con rettitudine e non attraverso forzature. Nella vita spirituale non bisogna manipolare o imporre ritmi forzati alla coscienza, poiché la vita ha un suo ritmo delicato che va rispettato e ascoltato.

Il “Guardiano” e l’apertura del cuore: Esiste un “guardiano interiore” nel cuore dell’uomo che apre a Cristo quando si sente “trafiggere” dalla verità e dalla predicazione. Questo accade quando la persona sente che la Parola parla proprio a lei, portandola alla salvezza.

Una relazione personale e non metodologica: La salvezza non è una questione di schemi, programmi o progetti, ma un incontro personale. Il pastore chiama le pecore per nome; esse lo seguono perché si sentono conosciute e riconosciute in modo unico, non perché sono costrette o “pacchettate” da dietro.

La libertà come volano formativo: Don Fabio contrappone la disciplina e la costrizione al “cuore toccato”. La vera formazione della coscienza non avviene per imposizione, ma attraverso la gioia di seguire una voce che libera.

Cristo come Porta di uscita e di entrata: Gesù è definito come la soglia che permette di passare dalle “gabbie” delle proprie paure alla vita nuova. Uscire dal peccato (la vita vecchia) ed entrare nella grazia (la vita nuova) sono lo stesso atto: non si può abbandonare il male senza abbracciare contemporaneamente la bellezza della vita in Cristo.

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Qui tutti i commenti di don Fabio Rosini

Commento di don Fabio Rosini al Vangelo di domenica 26 aprile 2026 – Anno A, dai microfoni di Radio Vaticana (dove potete trovare il file audio originale utilizzato nel video).

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