GESÙ TI DÀ IL PANE CHE TI SAZIA (Gv 6,22-29)
Nel Vangelo di Giovanni 6,22-29, il giorno dopo la moltiplicazione dei pani la folla cerca Gesù e lo trova dall’altra parte del lago. Ma Gesù non risponde alla loro domanda e va dritto al punto: mi cercate non perché avete visto dei segni, ma perché avete mangiato e vi siete saziati.
Giovanni non chiama mai i miracoli di Gesù con questo nome, li chiama segni, perché sono la presenza di Dio che si manifesta attraverso fatti concreti. Quella gente però si è fermata al segno senza comprenderne il significato.
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P. Luca Arzenton sottolinea come questa dinamica riguardi anche il cristiano di oggi: quante volte ci rivolgiamo a Dio non perché desideriamo lui, ma perché vogliamo chiedergli qualcosa, e poi ci arrabbiamo quando non lo riceviamo. Gesù invita a cercare il cibo che rimane per la vita eterna, un cibo che non si esaurisce.
E quando gli chiedono quali opere compiere, la risposta è disarmante: l’unica opera che Dio chiede è credere in colui che ha mandato. Il pane che sazia davvero non è qualcosa di materiale, ma è qualcuno: è Gesù stesso.
Commento alla Parola del giorno a cura di p. Luca Arzenton, parroco di Strona, Casapinta, Soprana, Mezzana, Veglio, Camandona e Callabiana (BI), e pastore della Koinonia Giovanni Battista – Oasi di Biella
