Il Vangelo di oggi ci ricorda che il cuore della nostra vita spirituale non è compiere in maniera irreprensibile una serie di doveri (che cosa dobbiamo compiere per fare le opere di Dio?) ma nell’accogliere l’ annuncio potente della resurrezione che ci apre alla prospettiva della vita eterna.
È questa fede che salva e da senso a ciò che facciamo. Questa prospettiva spesso manca. Siamo così immersi in ciò che viviamo, nelle situazioni e dinamiche che ci coinvolgono ogni giorno, che finiamo per smarrire questa sguardo.
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Vivere in prospettiva della vita eterna non significa dimenticarsi della realtà, stare con la testa fra le nuvole, al contrario, è solo prendendo seriamente la vita eterna che possiamo vivere in modo significativo la nostra fede già a partire da questa nostra esistenza terrena. Perché tutto è nuovo, trasfigurato, arricchito di un nuovo significato.
Questa fede non è qualcosa di astratto, perché ci da la concretezza di vedere e vivere ogni cosa con lo sguardo di Cristo. Gesù non si accontenta di riempire il nostro stomaco, vuole colmare il nostro cuore. La sfida di questo tempo Pasquale è accogliere la Sua grazia e sperimentare come questo può dare un nuovo sapore alla nostra vita.
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