Nicodemo incontra Gesù di notte. Una notte che non è solo fuori, ma dentro: la notte dei dubbi, delle paure, delle sicurezze umane che non bastano più. E Gesù gli dice una frase che squarcia ogni logica: «Bisogna nascere dall’alto, nascere dallo Spirito».
Ma cosa significa davvero rinascere dallo Spirito per noi oggi?
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Significa smettere di vivere a misura di carne, cioè a misura dei nostri limiti, delle nostre ferite, dei nostri calcoli, della nostra immagine.
La carne è ciò che ci tiene prigionieri del “si è sempre fatto così”, del “non cambierò mai”, del “questo è il mio carattere”.
Lo Spirito invece crea possibilità nuove.
Rinascere dallo Spirito significa lasciare che Dio entri dove io non riesco, dove la mia forza non basta, dove le mie logiche si inceppano. È permettere a Dio di trasformare ciò che per me è morto in qualcosa che per Lui può tornare vivo.
Rinascere dallo Spirito vuol dire:
lasciarsi sorprendere da Dio;
accogliere un cambiamento che non controllo;
lasciarsi portare dove non avevo pensato;
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perdonare quando non ne ho voglia;
ricominciare quando mi sembrava impossibile.
Lo Spirito è vento: non lo afferri, ma lo senti.
La carne è peso: ti tira giù.
La rinascita avviene quando smetto di difendere il vecchio e permetto allo Spirito di generare il nuovo.
Sto ancora vivendo secondo la “carne”, cioè secondo i miei limiti e paure, o sto lasciando spazio allo Spirito che vuole farmi diventare ciò che ancora non sono?
A cura di Sr Palmarita Guida fvt della Fraternità Vincenziana Tiberiade
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