Il vangelo di oggi è dominato dalla figura di Giuda, una figura che rappresenta per tutti noi il massimo dell’infamia. Eppure Giuda non è nato traditore. Lo è diventato. E allora proviamo ad analizzarne il comportamento per capire cosa non dobbiamo fare, ma anche forse per capire se c’è qualcosa di cui ci dobbiamo pentire e chiedere perdono.
I vangeli non dicono come e quando fosse iniziato l’allontanamento di Giuda da quel Gesù che lo aveva scelto chiamandolo per nome e gli aveva mostrato cosa vuol dire amore. Forse, deluso nelle aspettative di riscatto di Israele, condivise da molti altri, compresi alcuni apostoli, si sarà convinto che con il solo amore si risolve poco. Comunque, il suo allontanamento da Gesù traspare nel momento in cui biasima l’aspersione dei piedi di Gesù con un costoso profumo. Lì si vede che la sua predilezione, o, quantomeno, la sua attenzione è più per i soldi che per Gesù. Mai capitato a noi?
- Pubblicità -
Successivamente, quando l’aria si fa pesante nei confronti di Gesù e dei suoi seguaci, a chi si rivolge Giuda? A quel demonio che da tempo stava lavorando dentro di lui, impersonato, per l’occasione, dai farisei. Mai incontrato qualche fariseo e accarezzato, anche solo per un attimo, l’idea di dargli retta? Beh, Giuda l’ha fatto! È lì che si è perso? No, non ancora, perché Gesù, nell’infinita misericordia che aveva già ampiamente dimostrato, non aspettava altro che l’occasione di perdonarlo.
E gliela offre all’ultima cena, condividendo il piatto con lui e dichiarando, senza ombra di rimprovero, di sapere del tradimento. Ma Giuda non la coglie e si sottrae con la domanda ipocrita: «Rabbì, sono forse io?». Ecco dove Giuda si perde! Invece di confessare il tradimento, affidandosi alla misericordia di Gesù, preferisce tornare a rivolgersi al demonio e ai farisei pensando di poter cancellare il suo operato con la restituzione dei soldi. Ma il demonio, si sa, la misericordia non sa proprio cosa sia.
Per Riflettere
Se abbiamo imitato Giuda, chi più chi meno, nel tradimento, non imitiamolo nella sua mancanza di fiducia nel perdono. Nella Settimana Santa è importante riservarci qualche momento per meditare sull’incredibile gratuità dell’amore di Dio per noi.
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
