Ci sono momenti in cui ci sentiamo fuori posto. In cui abbiamo la sensazione che gli altri non capiscano quello che stiamo vivendo e, allo stesso tempo, nemmeno noi riusciamo a capire fino in fondo cosa ci sta succedendo.
Gesù, in questo passo del Vangelo, dice Dove io vado voi non potete venire. Chi lo ascolta non capisce, resta legato a ciò che vede, a ciò che è immediato.
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Mi torna alla mente un ricordo semplice. Una sera, anni fa, parlavo con una persona che stava attraversando una grande sofferenza. Cercavo parole giuste, spiegazioni, perfino frasi spirituali. A un certo punto si ferma e mi dice: “Non ho bisogno che tu capisca tutto. Ho bisogno che tu resti qui con me.” In quel momento ho capito che c’è una verità che non si afferra con la testa, ma si incontra con il cuore.
Anche nel Vangelo accade così. Gesù ci chiede di fidarci, di riconoscere che la vita non si esaurisce in ciò che vediamo. “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora saprete che Io Sono.” La comprensione vera arriva dopo, passando attraverso l’esperienza, perfino attraverso la fatica.
Quante volte vorremmo avere tutto chiaro prima di fare un passo. Vorremmo certezze, spiegazioni, garanzie. Ma la fede non nasce da una spiegazione perfetta: nasce da un incontro che lentamente illumina la vita.
Forse oggi anche tu ti senti in una zona di incomprensione: non capisci cosa Dio stia facendo, non capisci perché certe cose accadono, non capisci nemmeno te stesso. Non è un fallimento. È spesso il punto da cui inizia qualcosa di più profondo.
Continua a cercare. Continua a camminare.Perché a
un certo punto, quasi senza accorgertene, le parole di Gesù smettono di essere lontane e diventano esperienza. E scopri che non sei più solo in superficie: dentro di te si è aperto uno spazio dove Dio abita davvero.
