Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 5 marzo 2026

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Nel cuore della parabola del ricco e del povero Lazzaro emerge una verità decisiva: Dio rispetta fino in fondo la libertà dell’uomo. È questo il “grande abisso” di cui parla Gesù, lo spazio inviolabile dove le nostre scelte diventano storia.

Infatti, che figli saremmo se fossimo obbligati a pensare, a dire e a fare solo ciò che ci viene imposto? La libertà è il luogo dove Dio non interviene con la forza, ma solo con la sua Parola.

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Proprio per questo i segni e i miracoli non bastano a convertire il cuore. La questione decisiva è l’ascolto: chi ascoltiamo? A quale voce diamo retta? Libertà, ascolto e responsabilità sono tre realtà inseparabili: la libertà si gioca nell’ascolto e si misura nella responsabilità delle scelte che compiamo.

Il ricco della parabola è l’immagine dell’uomo che ha rinchiuso la propria libertà dentro i confini dell’apparenza. Di lui sappiamo solo che si veste con lusso e banchetta ogni giorno: la sua esistenza è ridotta a ciò che consuma. Non c’è spazio per il prossimo né per Dio, non c’è ascolto né relazione. Non è condannato per la ricchezza in sé, ma per come l’ha vissuta, come se fosse tutto, escludendo ogni apertura al bisogno e alla misericordia.

Finché siamo “nell’al di qua” la misericordia di Dio è sempre pronta a perdonare, a rialzare, a ricominciare. Ma quando la vita terrena finisce chi ha reso sterile la propria libertà non può più aprirsi alla misericordia: non perché Dio smetta di amare, ma perché l’uomo stesso gli ha negato lo spazio per farlo. Per questo la Parola è offerta come via di salvezza: essa guida la libertà ad aprirsi, ad accogliere e a vivere la misericordia di Dio.

Il Vangelo non è solo un insieme di verità da credere, ma un modo di vivere, un atteggiamento umano: lo stare con l’altro, il lasciarsi toccare dal suo dolore, il trasformare la libertà in dono di sé.

Per Riflettere

Se la mia libertà si rivela nel modo in cui ascolto e rispondo al bisogno dell’altro, quali spazi della mia vita stanno ancora “alla porta”, chiusi alla Parola e alla misericordia di Dio?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi

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