Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 16 Febbraio 2026

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Vangelo del giorno di Mc 8,11-13

Perché questa generazione chiede un segno?
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, vennero i farisei e si misero a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova.
Ma egli sospirò profondamente e disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità io vi dico: a questa generazione non sarà dato alcun segno».
Li lasciò, risalì sulla barca e partì per l’altra riva.

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Parola del Signore.

Buffo, no? Viviamo in un’epoca che si sente adulta e smaliziata, che guarda con sufficienza la Chiesa e i cristiani, che pensa di essere razionale e ragionevole, liquidando come superstizione tutto ciò che riguarda la fede e le religioni.

Quelle storiche almeno, quelle che si crede di conoscere, quelle che si giudicano e che, per dirla tutta, spesso prestano il fianco a pesanti critiche.

Ci crediamo razionali, ragionevoli, evoluti, salvo poi leggere gli oroscopi, cercare le energie sottili, e credere ad ogni stranezza che qualche furbetto ci propone.

E, soprattutto, cerchiamo segniSegni dell’esistenza di Dio, dell’esistenza dell’aldilà, segni che ci facciano indovinare gli eventi futuri, segni di essere vittime di malocchio…

E questa ansia di controllo, di capire, di tenere tutto in mano, di poter indirizzare la nostra vita e di decidere cosa farne, colpisce anche noi discepoli, colpisce anche i credenti e i super-credenti…

Guardate ad esempio i farisei del Vangelo di oggi: da settimane assistono a segni, a prodigi, folle si muovono per cercare ed ascoltare il Maestro, i frutti della sua predicazione sono conversioni, guarigioni, liberazioni dall’oscurità.

Ma ancora non basta, servono altri segni, altri prodigi, altre conferme. Ancora e ancora, sempre e comunque.

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Finanche davanti a un morto risorto, Lazzaro, qualcuno si prenderà la briga di andare a denunciare il Nazareno (e per cosa, violazione del regolamento cimiteriale?).

Siamo onesti: non ci saranno mai segni a sufficienza per convincere una persona scettica. Perché la fede è, appunto, fidarsi, osare, seguire.

Quindi, amici, discepoli, cercatori: guardiamo ai tanti segni che già ci sono, al sole che sorge, all’aria che respiriamo, alle cose che diamo per scontate ma che tali non sono.

È il nostro sguardo che va cambiato, non certo l’opera di Dio. Lo Spirito santo ci aiuti a vedere con gli occhi del cuore, a lodare il Signore per tutto ciò che compie nella nostra vita.

La realtà tracima dei segni che indicano l’amore di Dio per noi!redicare e Valentino a morire martire.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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