don Luigi Maria Epicoco – Commento al Vangelo del 10 Febbraio 2026

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Vangelo del giorno di Mc 7,1-13

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli, compiuta la traversata fino a terra, giunsero a Gennèsaret e approdarono.
ScIn quel tempo, si riunirono attorno a Gesù i farisei e alcuni degli scribi, venuti da Gerusalemme.
Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani impure, cioè non lavate – i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavati accuratamente le mani, attenendosi alla tradizione degli antichi e, tornando dal mercato, non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, di stoviglie, di oggetti di rame e di letti –, quei farisei e scribi lo interrogarono: “Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani impure?”.
Ed egli rispose loro: “Bene ha profetato Isaìa di voi, ipocriti, come sta scritto:
“Questo popolo mi onora con le labbra,
ma il suo cuore è lontano da me.
Invano mi rendono culto,
insegnando dottrine che sono precetti di uomini”.
Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini”.
E diceva loro: “Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. Mosè infatti disse: “Onora tuo padre e tua madre”, e: “Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte”. Voi invece dite: “Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio”, non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte”.

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Parola del Signore.

Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini”.

Il Vangelo di oggi ci mette davanti a queste parole lapidarie di Gesù che dovrebbero davvero essere un esame di coscienza non solo per ognuno di noi, ma anche per le nostre comunità e le nostre esperienze ecclesiali.

Infatti sovente capita che tutta la nostra fede diventi solo la somma di tante tradizioni umane che sono lodevoli, belle, interessanti ma che a volte mancano il bersaglio sulla cosa che conta di più: il comandamento di Dio.

Infatti a cosa servono le nostre tradizioni se poi ci dimentichiamo di amare il prossimo, noi stessi o Dio stesso?

Non è forse vero che certe volte Gesù, o i santi, sono solo il pretesto per fare cose nostre in cui non entra per nulla la logica del Vangelo?

E così siamo “tradizionalmente” cristiani ma poi non lo siamo “realmente”.

Gesù disse una volta nel Vangelo che “l’albero lo si riconosce dai frutti”.

Dovremmo stare sempre molto attenti a non confondere i frutti con le foglie.

Possiamo ostentare il cristianesimo così come un albero ostenta le sue foglie, ma la vera prova che stiamo vivendo la fede cristiana è nei frutti.

Questo sarebbe un buon discernimento da fare con lealtà per capire ciò che va tenuto e difeso, e ciò di cui possiamo tranquillamente fare a meno, o almeno evangelizzarlo di nuovo.

Infatti non dobbiamo per forza buttare tutto, dobbiamo però far incontrare tutto con il fuoco del Vangelo.

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