Il digiuno è segno di una fame, di un’assenza. Digiuna chi attende, chi cerca, chi sente che Dio non ha ancora trovato pieno spazio nel cuore. Ma quando il cuore è sazio di Dio, quando la Sua presenza diventa realmente la nostra gioia, allora non c’è più bisogno di alcun digiuno: è la pienezza che prende il posto del vuoto.
Gesù oggi ci provoca: “Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro?” La vera domanda è: lo Sposo è davvero con noi? Oppure continuiamo a vivere come se Dio fosse un’idea lontana, un’abitudine religiosa, un ricordo spirituale?
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E poi c’è un altro punto: Dio è la novità che cambia la vita. Ma noi spesso vogliamo far entrare questa novità dentro una mentalità vecchia, rigida, conservatrice. È come mettere vino nuovo in otri vecchi: si spacca tutto. Il Vangelo non entra in un cuore che vuole restare com’era.
Il digiuno allora diventa una rivelazione scomoda: ci mostra se siamo davvero pronti ad accogliere la novità di Dio.
Perché il problema non è il digiuno… ma il cuore.
Siamo disposti a far spazio al vino nuovo?
O preferiamo continuare a vivere di abitudini e religiosità stanca?
Sr Palmarita Guida fvt
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
