don Roberto Seregni – Commento al Vangelo del 18 gennaio 2026

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ECCO L’AGNELLO DI DIO

Gv 1,29-34 – II Domenica del tempo Ordinario (anno A)

Lo abbiamo ascoltato, detto e perfino cantato un milione di volte, ma forse non ci siamo mai fermati a riflettere sul significato della famosissima frase con la quale il Battista presenta il messia atteso: “Ecco agnello di Dio che toglie il peccato del mondo”.

L’evangelista vuole da subito presentare la novità strabiliante che accompagna la rivelazione del messia. Non è l’uomo che si deve offrire a Dio attraverso sacrifici, privazioni e rinunce; le parti si rovesciano, c’è un capovolgimento: è Lui che si offre, è Lui che si sacrifica.

Non c’è nulla da conquistare o da meritare. Il suo amore è gratis. Solo da accogliere, da ricevere, da vivere.

Non bisogna piú presentare agnelli sacrificali per placare l’ira di Dio contro l’uomo peccatore.

Lui è l’Agnello, unico e definitivo, che toglie il peccato del mondo.

Il Battista, inoltre, annuncia che l’Agnello di Dio sul quale ha visto scendere e rimanere lo Spirito, non è semplicemente un profeta, un martire o un santo, ma è il Figlio di Dio. Questo è un annuncio inaspettato: il messia atteso non è solo un uomo eletto da Dio, un prescelto dalla grazia insondabile dell’Eterno, ma è il Figlio di Dio. Cioè: Dio stesso si fa Agnello immolato, entra nella nostra morte per darci vita, si perde negli abissi del peccato per riportarci a casa, si lascia ferire per sanarci.

La salvezza non è da conquistare, ma da accogliere; è un dono che ci chiama a rimetterci in gioco, a riorganizzare le priorità della nostra vita, a fare di tutta la nostra esistenza una risposta d’amore al suo dono gratuito e inaspettato.

don Roberto Seregni

Don Roberto (prete missionario della Diocesi di Como) – Sito Web Fonte: il canale Telegram “Sulla Tua Parola“.

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