Nella civiltà antica astrologia e astronomia non erano disgiunte; questi personaggi non sono dunque gli scienziati di un osservatorio astronomico, ma figure di saggi che scrutano e interpretano i segni del cielo, non ancora spiegati dai moderni telescopi.
In ogni caso seguire il movimento di una stella presuppone una disposizione alla ricerca attenta, un atteggiamento paziente e serio; presuppone stare svegli di notte…
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Questa caratteristica dei saggi dell’Oriente, estranei alla cultura israelitica e ignari dell’attesa del Messia, ce li fa avvicinare a chi cerca risposte non a partire da un contesto di fede. Un cosiddetto “lontano”, un “non credente”, che cerca, che si mette in moto per seguire una novità, e che riconosce in un neonato di umili condizioni un re.
L’Epifania non è solo per i vicini, per chi attendeva il messia (e magari non lo riconosce), ma per tutti quelli che si mettono in cammino.
Per Riflettere
I magi “al vedere la stella provarono una grandissima gioia”; siamo capaci di provare gioia quando siamo vicini al Signore nella nostra vita quotidiana?
FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi
