Il nostro tempo conosce bene lo scetticismo.
Quante volte sentiamo frasi come: “La fede? Una cosa del passato”, “Gesù? Non cambia davvero la vita”, “Non fidarti, non credere, non sperare”.
È facile lasciarsi contagiare da questo clima di dubbio, soprattutto quando la vita è complicata, quando le risposte non arrivano, quando il cuore si sente un po’ vuoto.
Eppure, questo scetticismo non è una novità.
Anche nel Vangelo qualcuno, sentendo parlare di Gesù, reagisce così:
«Da Nazareth può venire qualcosa di buono?»
È la voce del pregiudizio, del cinismo, della sfiducia di chi pensa di aver già capito tutto.
Ma Filippo non discute. Non fa teorie.
Risponde semplicemente: «Vieni e vedi».
È l’invito più vero che possiamo ricevere anche noi oggi.
Non ti chiede di credere per forza.
Ti chiede di provare.
Di fare un passo.
Di dare a Gesù uno spazio nella tua giornata: un minuto di silenzio, una preghiera, un Vangelo aperto, un atto di bontà.
Perché la fede non nasce da un ragionamento, ma da un incontro.
E chi fa quel passo scopre che qualcosa cambia davvero: il cuore si alleggerisce, le paure si ridimensionano, la vita prende un sapore nuovo.
Oggi, davanti al tuo scetticismo, Gesù ti dice la stessa cosa: “Vieni e vedi”.
Vieni e prova a lasciarti guardare.
Vieni e prova a lasciarti amare.
Vieni e scoprirai che sì… da Nazaret può venire qualcosa di buono.
Qualcosa che può cambiare la tua vita.
