Dio abita la nostra fragilità
Gesù non arriva al Giordano per farsi notare, ma per mescolarsi. Si mette in fila, entra nell’acqua insieme ai peccatori e così ci rivela che Dio non fugge dalla nostra fragilità, ma la abita.
Giovanni si oppone, come anche noi ci opponiamo quando pensiamo che prima dobbiamo essere degni. Ma Gesù risponde con una logica diversa: compiere ogni giustizia non significa pretendere perfezione, ma amare fino in fondo.
Quando Gesù si immerge, il cielo si apre. Non quando dimostra qualcosa, ma quando entra nella nostra realtà. E la voce del Padre non parla di meriti, ma di identità: “Questi è il mio Figlio amato”.
Anche noi abbiamo bisogno di ascoltare queste parole. Perché prima di fare, cambiare o lottare, siamo amati. Ed è da lì che tutto comincia.
Disegno: Patxi Fano
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- Commento di:Fernando Cordero ss.cc.

