Nel Vangelo, quando Gesù entra nel tempio e insegna, i capi dei sacerdoti gli chiedono:
«Con quale autorità fai queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?».
È una domanda che ancora oggi si ripete in forme diverse. Quante volte nella vita di fede restiamo fermi, in attesa che qualcun altro decida per noi, che ci dica cosa fare, come pregare, come servire… come se la fede fosse un copione da seguire e non un dono da vivere!
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Ma Gesù ci mostra un altro cammino: non aspetta l’approvazione di nessuno per fare il bene. La sua autorità non viene dagli uomini, ma dal Padre. È l’autorità di chi ama, di chi serve, di chi fa il bene anche quando nessuno lo applaude.
Anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo ricevuto un dono, una chiamata, una responsabilità. Non dobbiamo sempre aspettare che qualcuno ci dica da dove cominciare. Se il cuore ti suggerisce un gesto di bontà, fallo. Se senti che puoi portare un po’ di luce, accendila. Non serve il permesso per amare.
L’autorità del discepolo nasce dal Vangelo vissuto con coraggio.
Sii tu quello che comincia.
Sii tu quello che fa il primo passo.
Sii tu quello che crede che con Gesù tutto è possibile.
