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Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 13 Dicembre 2025

Vangelo del giorno di Mt 17,10-13

SANTA LUCIA, VERGINE E MARTIRE – MEMORIA
Elìa è già venuto, e non l’hanno riconosciuto.

Dal Vangelo secondo Matteo

Mentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?».
Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro».
Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

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Parola del Signore.

Non lo hanno riconosciuto e hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Quanto è difficile riconoscere i profeti! E se li riconosciamo, perché è impossibile non riconoscerli tanta è la loro forza e la loro autenticità, rischiamo di manipolarli, di farne quello che vogliamo, di piegarli alle nostre prospettive.

E così perdiamo la possibilità di lasciare che la loro testimonianza, la loro provocazione, attecchisca in noi e ci scardini, ci ribalti, ci scuota, infine.

Così è accaduto per Giovanni, figura centrale del nostro cammino in preparazione al Natale: il più grande fra i profeti, tutto di Dio, tutto preso dal suo compito, ha radunato attorno a sé migliaia di persone scese nel deserto, insoddisfatte anche dal culto del tempio, per preparare la strada al Messia.

Non si è preso per Dio, non ha approfittato del suo ruolo e della sua credibilità, non ha millantato privilegi divini ma si è fatto trasparenza per portare quante più persone possibili a Dio.

Ancora oggi Dio continua a mandare profeti. No, non vestono di pelli e non si cibano di locuste e, spesso, nemmeno sanno di essere profeti. Ma lo sono. E ci aiutano a leggere la presenza di Dio nella Storia, nella nostra vita.

Li incontriamo ogni giorno, anche oggi. Sono fratelli e sorelle come noi, che Dio usa per aiutarci a leggere gli eventi.

A volte usano strumenti inattesi, un messaggio sul telefono, un commento inoltrato, un invito, che in qualche modo veicola un modo inatteso di vedere a noi stessi e agli altri.

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Sì: esistono i profeti e ci accompagnano. Si tratta di scovarli, di accoglierli, di individuarli lungo la nostra giornata. Di andare a cercarli, talora, di stanarli, di cogliere nell’assordante rumore dei nostri tempi, la loro flebile voce, distinguendola da mille altre.

Siamo onesti con noi stessi, allora, smettiamola di metterci al centro di ogni giudizio, di ogni opinione, perché la Parola, per bocca dei profeti, ancora scaldi i nostri cuori per aprirci all’accoglienza del Dio che viene.

Lasciamoli parlare, lasciamoci stupire.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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