Tempo di Avvento II, Colore Viola – Lezionario: Ciclo A, Salterio: sett. 2
Tenuti per mano da Dio, in cammino verso il Regno
Mettiamoci in ascolto come chi si ferma un momento lungo la strada, magari stanco, magari inquieto, ma con il desiderio di non camminare invano. La Parola di oggi non è distante dalla nostra vita: parla di mani che sorreggono, di deserti che fioriscono, di un Regno che cresce nel silenzio. È una Parola che consola, orienta e accende speranza.
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Is 41,13-20
Io sono il tuo redentore, il Santo d’Israele.
Dal libro del profeta Isaìa
Io sono il Signore, tuo Dio,
che ti tengo per la destra
e ti dico: «Non temere, io ti vengo in aiuto».
Non temere, vermiciattolo di Giacobbe,
larva d’Israele;
io vengo in tuo aiuto – oràcolo del Signore -,
tuo redentore è il Santo d’Israele.
Ecco, ti rendo come una trebbia acuminata, nuova,
munita di molte punte;
tu trebbierai i monti e li stritolerai,
ridurrai i colli in pula.
Li vaglierai e il vento li porterà via,
il turbine li disperderà.
Tu, invece, gioirai nel Signore,
ti vanterai del Santo d’Israele.
I miseri e i poveri cercano acqua ma non c’è;
la loro lingua è riarsa per la sete.
Io, il Signore, risponderò loro,
io, Dio d’Israele, non li abbandonerò.
Farò scaturire fiumi su brulle colline,
fontane in mezzo alle valli;
cambierò il deserto in un lago d’acqua,
la terra arida in zona di sorgenti.
Nel deserto pianterò cedri,
acacie, mirti e ulivi;
nella steppa porrò cipressi,
olmi e abeti;
perché vedano e sappiano,
considerino e comprendano a un tempo
che questo ha fatto la mano del Signore,
lo ha creato il Santo d’Israele.
Parola di Dio.
Dal Sal 144 (145)
R. Il Signore è misericordioso e grande nell’amore.
O Dio, mio re, voglio esaltarti
e benedire il tuo nome in eterno e per sempre.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. R.
Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza. R.
Facciano conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni. R.
Vangelo del giorno di Mt 11,11-15
Non ci fu uomo più grande di Giovanni Battista.
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse alle folle:
«In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui.
Dai giorni di Giovanni il Battista fino ad ora, il regno dei cieli subisce violenza e i violenti se ne impadroniscono.
Tutti i Profeti e la Legge infatti hanno profetato fino a Giovanni. E, se volete comprendere, è lui quell’Elìa che deve venire. Chi ha orecchi, ascolti!».
Parola del Signore.
Io sono con te.
Così parla il Signore attraverso il profeta Isaia: non da lontano, non da giudice, ma come uno che si avvicina e prende per mano. “Io, il Signore, ti tengo per la destra, e ti dico: non temere”. È l’immagine più semplice e più potente: Dio che cammina accanto, che non si limita a indicare la strada, ma la percorre con noi. E quando il cuore conosce la paura, quando la vita graffia, quando ci sentiamo piccoli e senza difese, proprio allora questa mano diventa forza.
Non promette una strada senza difficoltà, ma una presenza che non viene mai meno. Anche il deserto, luogo di fatica e solitudine, sotto il suo sguardo non è più solo aridità: diventa il luogo dove sgorga l’acqua, dove spuntano alberi inattesi, dove la vita sorprende. È come se Dio dicesse: “Anche le tue terre più sterili possono rifiorire, se ti lasci raggiungere dal mio amore”.
Il Salmo raccoglie questa promessa e la trasforma in canto. È un inno che ci insegna a guardare Dio non solo come Colui che salva, ma come Colui che si prende cura. Il Signore è buono verso tutti, fedele nelle sue parole, giusto nelle sue opere. È un Dio che sostiene chi cade, rialza chi è piegato, nutre chi aspetta. Non è frettoloso, non è distratto: vede, ascolta, accompagna.
Nel ritmo di questo salmo ci scopriamo vulnerabili, ma non abbandonati. Affamati, ma non dimenticati. Stanchi, ma non senza pane. Dio apre la sua mano e sazia il desiderio di ogni vivente: non solo la fame del corpo, ma quella più profonda del cuore, fame di senso, di affetto, di futuro.
E mentre l’Antico Testamento ci avvolge come una carezza, nel Vangelo la voce di Gesù diventa più esigente e più luminosa. Giovanni Battista è il più grande tra i nati di donna, dice Gesù, eppure il più piccolo nel Regno dei cieli è più grande di lui. Sono parole che non umiliano, ma spalancano. Non si tratta di grandezze misurate con il successo o con la forza, ma con la vicinanza al cuore di Dio.
Gesù sta dicendo: il Regno non si conquista con la potenza, ma si riceve come dono. Non si afferra con le mani, si accoglie come luce. Giovanni ha indicato la strada, ha preparato il terreno, ha gridato nel deserto. Ma ora il deserto sta diventando giardino, e il Regno non è più soltanto annunciato: è presente, è qui, è in mezzo a noi.
È come se tutto trovasse compimento: la mano che ci tiene, il deserto che fiorisce, il pane che sazia, la voce che chiama. Tutto conduce a questo: Dio non è più solo promesso, è venuto incontro a noi in Gesù. E nel suo volto impariamo che essere grandi agli occhi del cielo significa essere piccoli nella fiducia, semplici nell’amore, poveri nell’orgoglio.
Allora comprendiamo che il vero miracolo non è solo l’acqua nel deserto, ma un cuore che torna a sperare. Che il vero segno non è soltanto l’albero che fiorisce, ma una vita che si lascia trasformare. E che il vero Regno non è lontano: è già all’opera, silenzioso e potente, dentro le pieghe delle nostre giornate.
🌿 Commento finale
Oggi la Parola ci invita a lasciarci prendere per mano, a credere che anche i nostri deserti possono rifiorire e ad accogliere un Regno che non si impone, ma si dona. Cammina con fiducia: Dio è con te, nutre la tua vita e apre davanti a te strade di luce.
