Paolo Curtaz – Commento al Vangelo del 5 Dicembre 2025

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Vangelo del giorno di Mt 9,27-31

Gesรน guarisce due ciechi che credono in lui.
Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, mentre Gesรน si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: ยซFiglio di Davide, abbi pietร  di noi!ยป.
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesรน disse loro: ยซCredete che io possa fare questo?ยป. Gli risposero: ยซSรฌ, o Signore!ยป.
Allora toccรฒ loro gli occhi e disse: ยซAvvenga per voi secondo la vostra fedeยป. E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesรน li ammonรฌ dicendo: ยซBadate che nessuno lo sappia!ยป. Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.

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Parola del Signore.

Ritroviamo la vista in proporzione alla nostra fede, cosรฌ dice il Vangelo di oggi. Mettendoci in crisi, sinceramente. I nostri occhi interiori tornano a vedere solo se abbiamo il coraggio, noi per primi, sul serio, di metterci in gioco.

Di seguire il Signore, di gridare, di entrare nella sua casa che รจ la Chiesa, di avvicinarci a lui. Di dimostrare, nei fatti, non con le parole, di desiderare sul serio la salvezza, di cercarla come un bene assoluto, come il tesoro prezioso, come un cieco desidera la luce.

E questo mi inquieta, sinceramente. Vorrei, invece, che Gesรน mi guarisse senza disturbare troppo, senza dovermi impegnare, senza faticare. Un miracolo pulito, veloce, un cambiamento radicale che, perรฒ, non mi coinvolga troppo.

Poi sono disposto a pregare tanto, a insistere e fare pellegrinaggi e offerte cospicue e qualche fioretto ma, per cortesia, che Dio provveda a guarirmi senza chiedermi niente se non una fervente devozione. Non รจ cosรฌ, mai.

Per vedere con la luce della fede Dio ha bisogno della mia determinazione, della voglia di mettermi in discussione, mi chiede di affrontare le mie ombre, senza illudermi che Dio, che potrebbe, decida di farle scomparire con uno schiocco di dita.

Come scriveva santโ€™Agostino: colui che ti ha creato senza te, non ti salva senza te. Di fede ne abbiamo poca, certo, ma quella che abbiamo, fosse anche un granello di senapa, รจ sufficiente a spostare le montagne, lo sappiamo bene.

Le montagne delle nostre quiete abitudini, delle nostre convinzioni (anche sante) che non si lasciano mettere in discussione, del nostro cristianesimo da poltrona e pantofole.

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In questo tempo di avvento vogliamo prepararci ad accogliere o a riaccogliere la novitร  della presenza di Dio in Cristo, a mettere le sue Parole come luce sul nostro cammino.

Ma, per farlo davvero, dobbiamo uscire dal nostro torpore. Anche da quello santo.

Meditando la Parola, prendendo consapevolezza di quanto siamo amati, scegliendo di amare, facendo spazio nella nostra vita alla presenza di Dio.

Allora sรฌ vedremo la luce.

+++Commento di Paolo Curtaz tratto, per gentile concessione, dal libretto Amen, la Parola che salva.+++

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