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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 29 novembre 2025

Con questo monito Gesù ci avverte: “State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano… vegliate e pregate in ogni momento”. In realta questo è un invito a vivere con il cuore libero e lo sguardo desto.

Papa Benedetto XVI aveva detto: “Vegliare significa vivere alla presenza del Signore, pronti ad aprirgli quando verrà, ma anche a riconoscerlo quando bussa ora alla nostra porta”. La vigilanza non è tensione ansiosa, ma disponibilità amorosa. Papa Francesco ci ha ricordato anche che “vigilare non significa avere paura, ma restare liberi da ciò che addormenta l’anima: pigrizia, superficialità, mondanità”.

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Pregare in ogni momento è mantenere il filo teso verso Dio, per non lasciarsi travolgere dal peso della vita o dalla fretta del mondo. Gesù ci chiede di vegliare “per avere la forza di comparire davanti al Figlio dell’uomo”, e in questo senso la preghiera diventa allora respiro della speranza, capace di sostenerci nei giorni difficili.

Vigilanza e preghiera si intrecciano, l’una custodisce l’altra. Così, quando verrà il Signore, non ci troverà addormentati, ma pronti, con il cuore leggero e le mani aperte.

Per Riflettere

Nel brano del Vangelo di oggi Luca ci invita a vigilare e a pregare per non lasciarsi appesantire da distrazioni e preoccupazioni mondane. Il cuore pronto e sobrio attende il Signore con fiducia, vivendo ogni giorno nella luce della sua venuta. Come vivo questa attesa?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi