p. Ermes Ronchi – Commento al Vangelo di venerdì 28 novembre 2025

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GESÙ CONVOCA TUTTI A DARE FIDUCIA AL FUTURO

Dalla pianta di fico imparate: quando il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina.

Gesù ci porta alla scuola delle piante, perché le leggi dello spirito e le leggi della realtà, in fondo, coincidono.

Il fico è la pianta più citata nelle scritture.
Più del grano,
più della vite.

Era l’albero piantato davanti casa, la cui ombra e i cui frutti rimandavano alla serenità
del vivere,
alla dolcezza della Parola,
alla presenza di qualcuno che, dentro casa,
manda avanti e cura la vita.

Imparate dalla sapienza degli alberi: l’intenerirsi del ramo,
la linfa che riprende a gonfiare i suoi piccoli canali, è una sorpresa che non dipende da te.

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Uno stupore ogni volta nuovo.

Così anche voi sappiate che
egli è vicino, è alle porte
.

Dio è qui; e dice vita,
dice primavera
.

Da una gemma di fico, piccola realtà incamminata verso la sua pienezza, imparate il futuro del mondo:

il mondo non è finito,
concluso così com’è;
il creato è una realtà germinante
.

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Da una gemma imparate Dio:
tra i suoi cento nomi c’è anche ‘germoglio’ (inôn, sl 72,17): “il suo nome è perennità, in faccia al sole. Inôn è il suo nome”. 

Non la perennità fissa della pietra
,
bensì quella dell’alba,
del rinascere.
Una perennità di germogli.

Mi mette pace, allegria, speranza, buon umore, immaginare e pensare Dio come germinazione a primavera;
non un ramo secco,
un legnetto da ardere nel fuoco,
ma un tralcio verde.

E sopra si aprono
gemme come occhi,
come stelle verdi.

Passeranno i cieli e la terra ma le mie parole non passeranno.
Passano il sole e la luna,
si sbriciola la terra,
ma le mie parole sono un sole che non tramonta
,
perché scolpite nel cuore dell’uomo.

Gesù ci convoca tutti a dare fiducia al futuro,
a credere che il cammino della storia è, nonostante tutte le smentite, un cammino di salvezza.

Il Vangelo parla di stelle che cadono, il Profeta Daniele parla di stelle che salgono a ripopolare il cielo: “Uomini giusti e donne sante salgono nella casa delle luci, dove risplenderanno come stelle”.

Cercali,
guardali,
ringraziali i giusti
e i limpidi che vivono attorno a te,
i profeti di oggi,
che si sono impregnati
di luce,
per te!

Germogli benedetti, imbevuti di cielo, intrisi di Dio, oasi di speranza. Sono tanti, e “ognuno è un proprio momento di Dio” (Turoldo),

ognuno sillaba del Verbo, ognuno consonante di quella “speranza che è il presente del nostro futuro” (Tommaso d’Aquino).

Il mondo non finirà nel fuoco,
ma nella bellezza.

Per gentile concessione di p. Ermes – Fonte.

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