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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 27 novembre 2025

Nel Vangelo di Luca Gesù descrive tempi di prova e turbamento. Ma in mezzo a questi segni sconvolgenti ci dona una parola di speranza: “Quando cominceranno ad accadere queste cose, alzatevi e levate il capo, perché la vostra liberazione è vicina”.

“Anche in mezzo alle rovine della storia, Dio continua a tessere la salvezza” (Papa Francesco, Angelus del 15 novembre 2020), così ci incoraggiava Papa Francesco a non lasciarci paralizzare dalla paura: il dolore non è l’ultima parola; la speranza cristiana guarda oltre il presente, verso il compimento dell’amore di Dio.

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Davanti a ciò che crolla, siamo chiamati a discernere e a rinnovare la fiducia. “Il Signore ci invita a leggere dentro, a riconoscere ciò che conta davvero, a non lasciarci distrarre dal superfluo” (Papa Francesco, omelia del 13 novembre 2022).

“Alzare il capo” è un gesto di fede: significa ricordare che non siamo soli. “Dio non abbandona i suoi figli, mai. Anche quando tutto sembra perduto, Egli è vicino” (Papa Francesco, udienza del 4 ottobre 2017). In ogni tribolazione il cristiano sa che Cristo viene non per punire, ma per salvare.

Vegliamo, dunque, con fiducia. La liberazione promessa è segno di un Dio che non si stanca di noi, che ci invita ad alzare lo sguardo e ad attendere la sua venuta con cuore saldo e fiducioso.

Per Riflettere

Il cuore del messaggio del Vangelo di oggi è chiaro: nel buio della prova, Dio non abbandona, ma si fa vicino. “Alzatevi e levate il capo” è l’invito a restare saldi nella fede, perché la liberazione è vicina. È un richiamo alla speranza che nasce non dall’assenza di difficoltà, ma dalla certezza che Cristo viene come salvatore.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi