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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 27 novembre 2025

A volte guardiamo il mondo e ci viene spontaneo pensare che stia andando a rotoli. Le guerre non cessano, la violenza cresce, i poveri aumentano, la gente sembra più arrabbiata, più sola, più impaurita. Anche la fede, in molti, sembra spegnersi lentamente, come una candela che lotta contro il vento. È facile lasciarsi prendere dallo scoraggiamento e chiedersi: “Ma dov’è Dio in tutto questo? Perché non interviene?”

Eppure, proprio in tempi come questi, risuonano forti le parole di Gesù: Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina. È un invito che attraversa i secoli e arriva fino a noi. Gesù non ci chiede di fingere che tutto vada bene, ma di non lasciarci travolgere dalla paura. Ci ricorda che, anche quando sembra che il male vinca, Dio continua a operare silenziosamente nel cuore delle persone, nei piccoli gesti d’amore, nei semi di pace che qualcuno continua a piantare ogni giorno.

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E allora nasce la speranza. Perché ogni parola buona, ogni atto di perdono, ogni scelta di giustizia è come una scintilla che illumina la notte. Il mondo ha bisogno di queste luci, ha bisogno di noi. Non possiamo cambiare tutto, ma possiamo cambiare qualcosa: il nostro modo di vivere, di credere, di amare.G

esù è ancora qui, nel cuore di chi non si arrende al male. E se Lui non ha smesso di credere in noi, nemmeno noi dobbiamo smettere di credere in Lui.