Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 22 novembre 2025

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In questo brano alcuni sadducei, che non credono nella risurrezione, pongono a Gesรน una domanda capziosa per ridicolizzare la vita oltre la morte. Ma Gesรน risponde con autoritร  e profonditร : โ€œDio non รจ dei morti, ma dei viventi; perchรฉ tutti vivono per luiโ€.

Questa affermazione rovescia la prospettiva: la risurrezione non รจ una semplice continuazione della vita terrena, ma un’esistenza trasfigurata, pienamente radicata in Dio. L’amore umano, pur prezioso, lascia spazio a una comunione piรน profonda, in cui i figli della risurrezione โ€œnon possono piรน morireโ€. Gesรน non argomenta con logica umana, ma con la Scrittura: โ€œIo sono il Dio di Abramoโ€ฆโ€, cioรจ un Dio di viventi.

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Questo ci invita a credere che la vita eterna non รจ solo futuro, ma inizia giร  ora, quando viviamo in relazione con Dio. Come dice San Paolo: โ€œSe siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con luiโ€ (Rm 6, 8). E Sant’Agostino ci ricorda: โ€œLa nostra patria รจ lassรน; lร  non moriremo piรน, lร  saremo amati senza timore e vivremo senza fineโ€.

Per Riflettere

Questa Parola ci interroga: viviamo come figli della risurrezione o come se tutto finisse qui? La speranza cristiana risiede nella certezza che l’Amore ha trionfato sulla morte. Riconoscere che il Signore ci ha donato occhi capaci di guardare oltre il limite terreno e un cuore proteso verso la vita eterna rafforza la fede nel Dio dei viventi.

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi