La XXXIV domenica del Tempo Ordinario, ultima dell’Anno liturgico, è chiamata solennità di Nostro Signore Gesù Cristo, re dell’universo, istituita cent’anni fa da Papa Pio XI con l’enciclica Quas Primas.
Nel Vangelo di questa domenica, tratto dal racconto della passione di Gesù, san Luca registra che, avvenuta la crocifissione di Gesù, emergono due reazioni contrastanti: quella del popolo – che contemplava riflettendo -, e quella dei capi, dei soldati e di uno dei malfattori – che oltraggiavano e schernivano il Crocifisso.
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Gesù viene rimproverato e deriso per due principali motivi: il suo essere “Figlio di Dio” e “Re”. In realtà, dietro le quinte di questi stati di accusa, c’è la volontà di salvarsi da solo e la presunzione di bastare a se stesso. Sulla croce, invece, Gesù ribalta la logica mondana di potenza e testimonia che il “perdere la propria vita” porta frutti di abbondante redenzione. Egli, infatti, esercita la sua figliolanza divina nell’affidarsi sempre al Padre e la sua regalità nella pratica di una bontà sconfinata e gratuita.
Mi piace osservare un particolare: qui troviamo per l’ultima volta il termine “oggi”: per il cosiddetto “buon ladrone” si realizza l’“oggi” della salvezza! Riconoscendo che, di fronte al suo peccato, poteva trovare via d’uscita solo ricorrendo al nome di Gesù – Dio salva! -, ha compreso che con Lui, si sta in Paradiso! «Il paradiso comincia solo nel momento in cui si ha il coraggio di riconoscere il proprio peccato» (F. Dostoevskij).
Maria Goretti (1890-1902), santa adolescente che difese la purezza al costo della vita dopo un tentativo di stupro, ancora viva e cosciente, perdonò al suo assassino, Alessandro Serenelli, dicendo alla madre che l’assisteva: “Sì, per amore di Gesù, lo perdono e voglio che venga vicino a me in Paradiso”.
Preghiera…
Ricordati di me, Signore: Tu solo puoi salvarmi!
Domande per noi…
1. Quando mi sono sentito “abbandonato”? Come ho reagito?
2. Riconosco che stare con Gesù significa vivere in Paradiso?
Chi è don Nicola
Don Nicola Galante è un presbitero dell’arcidiocesi di Capua, parroco, cappellano volontario in alcuni luoghi di cura e direttore dell’Ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
