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Arcidiocesi di Pisa – Commento al Vangelo del 20 novembre 2025

Nei Vangeli soltanto tre volte viene data l’immagine di Gesù che piange. Quando Gesù avvista Gerusalemme inizia a piangere. Vede gli errori, le colpe e le trasgressioni passate e future delle persone e questo gli spezza il cuore.

Gesù piange perché non può contenere il dolore per l’incapacità degli abitanti della Città Santa di riconoscerlo. Alla luce delle vicende e dei fatti che negli ultimi tempi affliggono la Terra Santa ci risulterebbe semplice applicare questo lamento per questa città e per il suo popolo, che ancor oggi fatica a riconoscerlo e a comprendere il suo messaggio di amore. Gesù piange vedendo i peccati dell’umanità.

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Questo è Gesù, il Dio fattosi uomo che piange, per ognuno di noi. Infatti, anche noi non siamo sempre capaci di riconoscerlo come colui che conduce alla pace. Il nostro cuore, spesso occupato e soddisfatto di se stesso, si chiude all’amore. Gesù piange affinché possiamo sperimentare questo pianto con Lui.

Ci dà l’esempio, arrivando a donare la propria vita, affinché noi possiamo vivere oltre il pianto, e nel suo amore possiamo riprenderci e continuare il nostro cammino cristiano ogni giorno.

Per Riflettere

Provo a riflettere sul pianto di Gesù di fronte a questa umanità e mi interrogo. Quando ho sperimentato il pathos di questo pianto?

FONTE: Ascolta e Medita – Centro Pastorale per l’Evangelizzazione e la Catechesi