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fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 19 novembre 2025

Gesù dice: «A chi ha, sarà dato; invece, a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha» (Lc 19,26).
Queste parole possono sembrare dure, ma racchiudono una verità profonda sulla vita.

Pensiamo a una persona che coltiva ogni giorno un piccolo talento, ad esempio suonare la chitarra. Anche se all’inizio conosce solo pochi accordi, se continua a esercitarsi con costanza, la sua capacità crescerà, e col tempo potrà persino insegnare agli altri. Quello che “ha” – il suo impegno, la sua dedizione – porta a ricevere ancora di più.

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Al contrario, chi non coltiva quello che ha ricevuto, finisce per perderlo. Se uno smette di allenarsi, le dita diventano rigide, la memoria musicale svanisce, e alla fine non rimane quasi nulla. Lo stesso accade con la fede, con le relazioni, con i doni spirituali: se non li nutriamo con amore e perseveranza, lentamente si spengono.

Il Vangelo ci invita a non sprecare i doni ricevuti, ma a farli fruttare. Non conta se sono grandi o piccoli: Dio non ci chiede quantità, ma fedeltà. Ogni piccolo passo, ogni gesto, ogni impegno è un seme che cresce. Così, quello che “abbiamo” diventa benedizione per noi e anche per gli altri.