- Pubblicità -

fra Stefano M. Bordignon – Commento al Vangelo del 17 novembre 2025

Il Vangelo di Luca ci racconta l’incontro di Gesù con il cieco di Gerico. Quel cieco, pur escluso dalla vita sociale, non smette di gridare con tutto il cuore: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Non ha formule elaborate, non conosce discorsi teologici: ha solo il grido del cuore. Quella preghiera semplice e insistente tocca il cuore di Gesù e lo convince ad avvicinarsi: «Ricevi la vista, la tua fede ti ha salvato».

La preghiera del cuore è proprio questo: un dialogo diretto, essenziale, che nasce dal profondo. Non sempre cambia subito le circostanze esterne, ma cambia la persona che prega. Quante volte uomini e donne, in momenti di buio e disperazione, hanno trovato nella preghiera del cuore una luce nuova! Chi era oppresso dall’ansia ha trovato pace; chi era schiacciato dal senso di colpa ha ricevuto misericordia; chi era disperato ha ritrovato speranza.

- Pubblicità -

Il cieco di Gerico non ha soltanto riacquistato la vista fisica: la sua vita intera è stata rinnovata, perché ha incontrato Gesù e ha scelto di seguirlo. Allo stesso modo, chi lascia che la preghiera sgorghi dal cuore scopre che Dio non è lontano, ma vicino, e che il Suo amore può trasformare le ferite in forza.

La preghiera del cuore continua, ancora oggi, a cambiare vite: non perché elimini i problemi, ma perché dona occhi nuovi per riconoscere la presenza di Dio anche dentro i problemi.
Magari oggi proviamo a ripetere dentro di noi questa semplice preghiera: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore.