È vero che chi ti è più vicino spesso non ti ringrazia mai per ciò che fai e chi magari ti è estraneo, solo per aver fatto un atto gentile nei suoi riguardi ti ringrazia.
Noi vogliamo essere ringraziati per ciò che facciamo. Gesù ci dice che il ringraziamento non deve essere una pretesa. Tutto va fatto con gratuità. Ma qui siamo nei panni di chi riceve qualcosa di buono dagli altri. Il ricevente, non il donatore. Il Ricevente deve ringraziare. Perché in ogni bene ricevuto c’è Dio che si è donato a lui.
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La parabola citata da Gesù è chiara. Uno solo torna a ringraziare Gesù del dono della guarigione. Era un samaritano, cioè un eretico, un nemico dei giudei. Uno da cui non ci si sarebbe aspettato mai il ringraziamento. Gli altri nove giudei invece non ringraziano Dio per la guarigione fisica ricevuta. Perché pensano che sia tutto dovuto a loro.
Chi non ha il senso della gratitudine pensa che tutto gli sia dovuto. È un Dio a sé stesso. Le persone superbe e arroganti infatti non ringraziano mai.
Quante volte al giorno ringrazio Dio e chi mi fa del bene? Da questo misuro la mia umiltà o la mia superbia. Non pretendere di essere ringraziati per il bene che facciamo ma sempre ringraziare per quello ricevuto. Questo è il comportamento cristiano che Gesù ci indica.
Sr Palmarita Guida
A cura di Sr Palmarita Guida della Fraternità Vincenziana Tiberiade
