Monastero di Bose – Commento al Vangelo del giorno – 6 novembre 2025

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Non nascondiamoci di piรน

Nel vangelo di oggi leggiamo โ€œuna parabolaโ€ che Gesรน rivolge a farisei e scribi di cui ha sentito la โ€œmormorazioneโ€ perchรฉ vedono che โ€œaccoglie tutti i pubblicani e peccatoriโ€ e addirittura mangia con loro (cf. vv. 1-2). Il mormorare รจ una contestazione espressa a denti stretti, un borbottio interiore che Gesรน coglie e a cui vuole rimediare rivolgendo loro la parola.

รˆ un segno della pazienza, della disponibilitร  a lasciare una possibilitร , anche per loro, di un cambiamento, di una โ€œconversioneโ€, come la pecora e la moneta che โ€œritornanoโ€ โ€“ altro modo per esprimere la conversione โ€“  da dove si sono perse. Il pastore e la donna, che cercano e trovano ciรฒ che hanno perso, sono allora un ritratto del volto di Dio che Gesรน non si stanca di raccontare e testimoniare. Possiamo sottolineare questi tratti.

Perdersi, smarrirsi sono collegati alla separazione dagli altri e lโ€™effetto della ricerca รจ proprio un riportare alla comunione. Con gli altri e con colui che ha portato a termine la ricerca.

Pastore e donna non lesinano sforzi per cercare ciรฒ che hanno perso. In entrambi i casi sembra che abbiano loro stessi una responsabilitร  per aver perso pecora o moneta. E rimediano andando per il deserto a cercare la pecora o spazzando con accuratezza la case โ€œfinchรฉ non trovanoโ€ (cf. vv. 4.8), senza soste, con apprensione, con determinazione. Sono immagine del Signore, del Dio che fin dal principio va alla ricerca dellโ€™uomo che si smarrisce! Dโ€™altra parte spesso nella Scrittura troviamo che il popolo di Israele รจ paragonato a un gregge e il pastore รจ immagine di Dio e della cura che ha per il โ€œsuoโ€ popolo. Oppure sappiamo che ogni uomo รจ immagine e somiglianza di Dio, proprio come sulla moneta รจ riportata lโ€™effigie di colui a cui appartiene. Ecco quindi che le parole di Gesรน ci ricordano che il nostro Dio ci cerca, ha il desiderio di non perderci, di riportarci insieme a coloro che hanno giร  sperimentato e vivono la comunione con lui (le novantanove pecore o le nove monete).

Anche se questa comunione si sfalda, viene meno, cโ€™รจ sempre una possibilitร  di ristabilirla. รˆ  questo il senso della conversione, che si puรฒ descrivere come un rivolgere il nostro sguardo verso colui che ci cerca. Senza temere, senza la paura che Adamo sente dentro di sรฉ nel giardino dellโ€™in principio (cf. Gen 3,10). Senza avere paura del nostro essere smarriti, soli. Perchรฉ ognuno di noi รจ prezioso agli occhi di Dio ed รจ verso quegli occhi che ci viene chiesto di rivolgere i nostri!

Pecora e moneta non fanno nullaโ€ฆ tutto รจ dovuto allโ€™opera di chi le ricerca! Quasi a dire: ci รจ chiesto solo di non nasconderci ancora di piรน.

E alla fine della ricerca ecco un altro tratto del volto di Dio. La sua gioia, il suo rallegrarsi interiore per aver concluso la sua ricerca, che diventa una gioia condivisa. Con gli amici, i vicini ma che raggiunge il cielo creando una comunione fra terra e cielo, proprio come annunciato dagli angeli alla nascita di Gesรน a Betlemme (cf. Lc 2,10).

Il ritrovamento รจ come una nuova nascita per la pecora e un nuovo conio per la moneta. Nel racconto successivo questo viene detto esplicitamente: il figlio era morto ed รจ tornato in vita (cf. Lc 15,32).

Anche noi siamo invitati a rallegrarci e custodire questa gioia. Sempre.

fratel Marco

Per gentile concessione del Monastero di Bose.

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